Iran: le armi chimiche sono un pretesto per attaccare

L'ayatollah Ali Khamenei ne è convinto: gli Stati Uniti cercano una scusa per attaccare: non vogliono tutelare i diritti umani.

Iran: le armi chimiche sono un pretesto per attaccare
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5 Settembre 2013 - 12.29


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Il presunto ricorso alle armi chimiche da parte del regime di Bashar al-Assad è soltanto un “pretesto” per attaccare militarmente la Siria. A sostenerlo è l’ayatollah Ali Khamenei, Suprema Guida Spirituale della Rivoluzione Islamica e massima autorità anche istituzionale dell’Iran, principale alleato regionale di Damasco.

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“Gli Stati Uniti e i loro alleati”, ha affermato Khamenei, “si stanno servendo delle accuse sugli armamenti chimici come di un pretesto, sostenendo di voler invece intervenire per ragioni umanitarie”, ha denunciato.

“L’obiettivo degli Stati Uniti non è tutelare i diritti umani, bensì distruggere il fronte della resistenza a Israele”, ha dichiarato il generale Qassem Suleimani, comandante della cosiddetta Niru-ye Quds, o Forza Gerusalemme, un’unità speciale dei Guardiani della Rivoluzione, i temuti pasdaran, responsabile per le operazioni extra-territoriali del corpo scelto, e che risponde direttamente allo stesso Khamenei.

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“Noi però appoggeremo la Siria fino alla fine”, ha avvertito Suleimani parlando davanti all’Assemblea degli Esperti, organo formato da teologi che sovrintende all’operato della Suprema Guida, la elegge ed eventualmente la destituisce. Il generale non ha precisato in che cosa potrebbe consistere il sostegno della Repubblica Islamica ad Assad. Al riguardo peraltro Hossein Dehqan, ministro della Difesa iraniano, ha escluso l’invio di truppe o armi al Paese arabo. “I siriani non ne hanno bisogno”, ha tagliato corto, “perche’ dispongono essi stessi di un sistema difensivo anti-aereo”.

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