Russia: internet con Navalny e contro lo zar Putin

37 imprenditori russi del web hanno appoggiato il blogger anti-Cremlino nella sua campagna come candidato sindaco di Mosca, nelle elezioni dell'8 settembre.

Russia: internet con Navalny e contro lo zar Putin
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7 Agosto 2013 - 12.40


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Internet si schiera con Navalny, e contro Putin. Trentasette imprenditori russi, per lo più legati a compagnie internet, hanno, infatti, appoggiato apertamente il blogger anti-Cremlino, Alexei Navalny, nella sua campagna come candidato sindaco di Mosca, nelle elezioni dell’8 settembre.

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Come riporta il quotidiano Vedomosti, si tratta di un precedente importante: era dal tempo della cosiddetta “equidistanza” degli oligarchi – quando con l’avvento di Vladimir Putin si impose agli oligarchi l’uscita dalla politica – che il mondo del business russo non si schierava apertamente
con l’opposizione.

E così, trentasette, tra top manager e fondatori di compagnie online – come il negozio virtuale Vikimart, Groupon.ru, il portale educativo Eduson.tv e
HeadHunter.ru – hanno firmato una sorta di lettera aperta, in cui dichiarano di appoggiare Navalny “per la sua fede in se
stesso e il fatto di essere pronto a finire in galera per le
sue idee”.

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[url”L’avvocato-blogger è stato condannato a luglio”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=46926&typeb=0&Russia-il-blogger-nemico-di-Putin-condannato-a-5-anni[/url], in primo
grado, a cinque anni di detenzione per appropriazione indebita
in un processo da molti ritenuto una vendetta politica del
Cremlino per la sua attività di denuncia della corruzione ai
verti dell’amministrazione pubblica. Proprio la sentenza
“Kirovles” – dal nome dell’azienda statale di legname a cui
Navalny avrebbe arrecato danni economici – ha spinto gli
imprenditori a scendere in campo.

“I giudici e l’apparato delle
forze di sicurezza hanno dato un segnale inequivocabile – si
legge nella lettera – quello cioe’ che ogni imprenditore puo’
essere condannato per il fatto che vende o compra beni e
servizi”. “Si dice spesso che il business è fuori dalla
politica – scrivono i firmatari del documento, definito
“contratto sociale e politico” – ma riteniamo tale posizione
codardia e ipocrisia”. “È ora di riconoscere che la politica
influisce direttamente sul business – aggiungono – Unirsi e
ottenere una rappresentanza politica è parte del nostro lavoro
e una responsabilità sociale”.

Gli imprenditori ci tengono a specificare che il loro
sostegno, offerto a titolo individuale, “non è un atto di
carità” e che si aspettano da Navalny “la difesa dello Stato
di diritto, il sostegno a tribunali indipendenti e una reale
responsabilità dei funzionari pubblici verso la società”.

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