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Giustiziati da innocenti, almeno 27 casi negli Usa

Sarebbero migliaia gli errori compiuti dall'Fbi nelle analisi del Dna prelevato dalle scene del delitto. Dagli anni 70, circa 120 condanne sospette.

Giustiziati da innocenti, almeno 27 casi negli Usa

Desk7

18 Luglio 2013 - 14.18


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Vittime due volte di errori giudiziari, senza possibilità di appello. Sono le decine di persone innocenti, condannate a morte e giustiziate negli Stati Uniti, i cui casi stanno venendo alla luce in seguito alla scoperta di clamorosi errori compiuti da parte di tecnici incaricati a valutare prove scientifiche. Lo scandalo è esploso grazie a un’inchiesta avviata circa un anno fa, tra mille difficoltà e resistenze, dal Washington Post. Secondo la testata Usa, ci sono le prove che a oggi sono almeno 27 i processi conclusi con la condanna alla pena di morte basata su prove mal interpretate. La scoperta è stata possibile in seguito alla revisione avviata dagli specialisti dell’Fbi che stanno lavorando su circa 21.700 file che riguardano almeno 120 condanne “sospette” di cittadini innocenti. Al centro dello scandalo sarebbero circa 2mila interpretazioni errate dei test del Dna condotti in particolare sui capelli ritrovati sulla scena del delitto.

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A rendere il quadro ancora più tragico è il fatto che secondo il Washington Post le autorità sono a conoscenza da anni delle possibilità di errore legate a questo tipo di analisi, di conseguenza al rischio di condannare alla pena capitale persone innocenti. Ma le autorità federali non si sono mai particolarmente adoperate ad approfondire la questione né tanto meno ad avvertire gli avvocati difensori dei potenziali condannati a morte. Secondo il WP, è dal 1970 che relazioni redatte dai laboratori dell’Fbi (Federal bureau of investigation) rilevano l’impossibilità di identificare con certezza il Dna a partire dall’analisi del bulbo pilifero. Ma nessuno mai ha sollevato il problema in sede processuale.

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La macchina infernale si è inceppata lo scorso maggio quando l’individuazione di un errore ha portato allo stop in extremis di un’esecuzione in Mississippi salvando la vita a Willie Jerome Manning. I primi risultati di questa revisione senza precedenti – che vede la “straordinaria” collaborazione degli organi federali con l’Innocence project, gruppo che da tempo si batte per la riapertura dei casi di persone condannate in modo ingiusto, e con la National association of criminal defense Lawyers – sono attesi per la fine dell’estate.

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