È iniziata la cerimonia di giuramento del nuovo governo egiziano presieduto da Hazem el Beblawy nelle mani del presidente ad interim Adly Mansour. Hanno già giurato i tre vice premier fra i quali il ministro della Difesa Abdel Fattah el Sissi.
Mansour ha annunciato oggi di aver preso contatti con i Fratelli musulmani e i movimenti islamici per la «riconciliazione nazionale». Lo ha riferito Ahmed el Moslemani, portavoce della presidenza in una conferenza stampa. Il portavoce dei Fratelli musulmani Gehad El-Haddad sul nuovo governo egiziano ha detto: «È un governo illegittimo, con un primo ministro illegittimo e un gabinetto illegittimo». «Non riconosciamo alcuno dei membri, né mai riconosceremo la loro autorità».
Intanto duri scontri nella notte fra i sostenitori di Morsi e l’esercito hanno portato a 401 arresti. Le vittime restano due, mentre i feriti 176 dei quali tre ufficiali e 14 agenti di polizia.
Recep Tayyip Erdogan, premier turco, ha respinto la richiesta di colloquio che il nuovo vicepresidente egiziano Mohamed El Baradei gli ha inviato nei giorni scorsi. Erdogan ha risposto che il solo presidente riconosciuto da Ankara è Mohamed Morsi. Erdogan lo aveva già detto domenica in un comizio: «il mio presidente è Morsi».
I ministri del nuovo governo – Il nuovo eseuctivo è composto da 35 membri. Sono almeno tre le donne, tra le quali una cristiana copta. Tra le tre donne ministro, Maha El-Rabat, nuovo ministro della Salute, la copta Laila Rashed Iskandar, all’Ambiente, e Dorreya Sharaf El-Din, all’Informazione. Copti, come la Iskandar, il ministro della Ricerca Scientifica Ramzy George e Mounir Fakhry Abdel-Nour, ministro dell’Industria e del Commercio Estero.
Il capo dell’esercito, Abdel Fattah al-Sisi, che ha guidato il golpe che ha messo fine alla presidenza di Morsi, è ministro dell Difesa e primo vice ministro. Agli Esteri va Nabil Fahmy, ex ambasciatore del Cairo a Washington, mentre all’Interno resta Mohammed Ibrahim, che aveva lo stesso incarico nel governo precedente.
È l’ex bomber dell’Ahly, la squadra di calcio egiziana più prestigiosa, il nuovo ministro dello Sport egiziano, Taher Abuzeid. Centroavanti tanto famoso negli anni Ottanta da essere conosciuto come il «Maradona del Nilo». Ha giocato con la nazionale egiziana 59 volte ed è stato convocato anche per i mondiali di Italia ’90. Ha smesso di giocare nel 1996.
Nell’esecutivo anche due generali – oltre ad Abdel Fatah al-Sisi, che resta alla guida del ministero della Difesa e che è uno dei due nuovi vice premier- il generale Reda Hafez, ministro della Produzione militare. L’economista Ziad Bahaa El-Din, l’altro vice premier, sale alla guida del ministero per la Cooperazione internazionale.
Nuova la scelta dei neo leader egiziani di creare il ministero «per la giustizia transitoria e la riconciliazione nazionale», affidato ad Amin El-Mahdi.
Al Turismo e agli Interni, come durante la presidenza di Mohamed Morsi, restano Hisham Zazou e Mohamed Ibrahim. Agli Esteri arriva Nabil Fahmy, ambasciatore d’Egitto negli Stati Uniti dal 1999 al 2008 durante l’era Mubarak, alle Finanze l’economista Ahmed Galal e al Petrolio Mohamed Shoeib, ex presidente della Egyptian Natural Gas Holding Company (Egas).
