La Siria passerà come uno dei grandi errori della Storia

Una cosa è certa, ciò che sta accadendo in quel che rimane della Siria passerà alla memoria come uno dei grandi errori della Storia. [Onofrio Dispenza]

La Siria passerà come uno dei grandi errori della Storia
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5 Maggio 2013 - 11.39


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di Onofrio Dispenza

In Italia sono quasi le tre di notte quando arriva una notizia che potrebbe rendere ancora più drammatico quel che accade in Siria: una forte esplosione a Damasco. Secondo la Tv di Stato siriana ad attaccare è stata Israele. Un attacco al centro di ricerche militari, alla periferia della città, a Jamraya.

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Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore. Intanto, una cosa è certa, quello che sta accadendo in quel che rimane della Siria passerà alla memoria dell’uomo come uno dei grandi errori della Storia. Si susseguono le stragi di civili e poco importa la versione degli uni e degli altri, poco importano le prudenze e i cinismi. Poco importano i silenzi e le parole senza decisioni che siano capaci di fermare quel che accade a Damasco. La vita (persa) di un solo bambino richiederebbe soluzioni, sia che il bambino risulti vittima, come è più probabile, di Assad (che sta conquistando il titolo del più efferato dittatore del nostro secolo per quello che sta perpetrando sulla pelle degli uomini, delle donne e dei bambini del suo stesso Paese) sia che il bambino sia vittima del fuoco dell’opposizione. La verità è che non si può andare oltre, perché il rischio (o è questo l’obiettivo reale del risiko criminale?) è che, tra poco, agli occhi del mondo il nemico principale non sia Assad il crudele, ma il crudele estremismo islamico che sta prendendo piede all’interno dell’opposizione. Inevitabile.

Nell’attesa, strage dopo strage, nella sostanziale sottovalutazione dei media italiani, pronti ad indignarsi per tutto e ad intestarsi campagne su tutto, meno a prestare attenzione al sangue della Siria, nei Tg ci si attarda a disegnare il profilo di Biancofiore la pasionaria e ci si scorda dell’ennesima strage in Siria. Cosa importa dei corpi senza vita di un centinaio di civili assassinati, trovati nel quartiere sunnita della città di Banyas? Chissà, magari non è vero, è solo invenzione e propaganda dei Comitati di coordinamento locali, che attribuiscono il massacro alle “milizie fedeli al presidente Bashar al Assad”…

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Tanto vale attardarsi sulla Biancofiore e fare pelo e contropelo alle cazzate che ha sparato oggi come ieri. Tanto – suggeriamo noi una risposta ai Tg che preferiscono affondare le narici nella bionda chioma della Biancofiore – l’informazione su quei cento e passa cadaveri non può essere verificata in maniera indipendente. Tanto vale occuparsi quasi esclusivamente di politica, con la p rigorosamente minuscola.
Nel frattempo l’”inaffidabile” Osservatorio siriano per i diritti umani spiega di “aver identificato 62 cittadini con il loro nome, foto o video, tra cui 14 bambini”. Gli attivisti aggiungono che le uccisioni nel quartiere di Ras al-Nabaa a Banyas si sono registrate 48 ore dopo che le forze del regime hanno condotto il raid nella vicina Bayda.

Centinaia di famiglie sunnite lasciano la città di Banyas nel timore di nuovi attacchi delle forze fedeli al presidente Assad. Strage anche a Banyas, e su internet circolano immagini molto di crude di civili uccisi, intere famiglie, bambini, immagini di giovani sottoposti a esecuzioni sommarie. Taroccate – è comodo pensare – tanto vale soffermarsi sul biondo della Biancofiore e sulle sue sciocchezze sui gay. La strage, anche questa strage può attendere.
Gli Stati Uniti si dicono “inorriditi”. Questo non basta, perché sono sterminate intere famiglie, donne e bambini. Anche le armi di chi si oppone agli orrori di Assad non sanno evitare i civili. Ovvio. Fioccano le condanne, ma non bastano. In Siria si muore con una frequenza che dovrebbe sconvolgere, imporre Damasco nell’agenda del mondo. E invece, la Siria è una pagina strappata. E certi strappi fanno sanguinare la civiltà.

Parla Israele, che ha condotto un’incursione aerea in Siria per fermare un carico di missili diretto al gruppo libanese Hezbollah. Parla Barack Obama: Israele ha il diritto di proteggersi. Replica Hezbollah: pronto a difendere la Siria contro Stati Uniti e Israele. La comunità internazionale continua a interrogarsi. Interrogarsi? Se c’è bisogno di una nuova strage per affrettare una decisione, qualcuno ci penserà, stia tranquilla. Non abbia fretta, ci pensi con calma. Male che vada, se ne andrà un altro grappolo di bambini. Niente di grave. Nel frattempo, sentiamo di chi si parla dopo aver saputo tutto della bionda sottosegretario alle gaffe.

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