Sono liberi i quattro giornalisti italiani trattenuti in Siria: lo annuncia il premier e ministro degli Esteri ad interim Mario Monti, che dall’inizio della vicenda ha seguito in prima persona il caso che ha coinvolto i nostri giornalisti.
Si tratta dell’inviato Rai Amedeo Ricucci, del fotoreporter Elio Colavolpe, del documentarista Andrea Vignali e della giornalista freelance Susan Dabbous, di origini siriane.
I quattro giornalisti italiani si trovano ora in Turchia.
“Desidero ringraziare – ha affermato Monti – l’ Unità di Crisi della Farnesina e tutte le strutture dello Stato che con impegno e professionalità hanno reso possibile l’esito positivo di questa vicenda, complicata dalla particolare pericolosità del contesto”. Monti ha manifestato anche la sua “gratitudine agli organi di informazione che hanno responsabilmente aderito alla richiesta di attenersi ad una condotta di riserbo,favorendo così la soluzione della vicenda.
Ricucci: stiamo bene.
“Eravamo in mano a un gruppo
islamista armato che non fa parte dell’Esercito libero
siriano”. Lo ha detto dopo la liberazione l’inviato Rai
Amedeo Ricucci. “E’ stato un malinteso”, ha assicurato,
ribadendo che il gruppo sta bene ma “ovviamente la privazione
della libertà è una tortura psicologica”.
