L'India dice sì alla cura low cost per il cancro

La Corte Suprema di Delhi ha bocciato il ricorso della Novartis, che chiedeva maggiori possibilità di ottenere brevetti.

L'India dice sì alla cura low cost per il cancro
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2 Aprile 2013 - 11.08


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Una decisione storica, che conferma la bontà e la validità della legge sui brevetti indiana e frena le rivendicazioni della grandi case farmaceutiche. La Corte Suprema indiana ha infatti bocciato il ricorso della Novartis, colosso svizzero, che nel 2006 aveva portato per la prima volta in tribunale il governo indiano al fine di ottenere una più ampia concessione di brevetti per i propri prodotti.

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L’India, conformandosi alle regole del commercio internazionale, aveva cominciato qualche anno fa a concedere brevetti sui farmaci, inserendo però nella propria legge alcune clausole, tra cui la Sezione 3 (d)la più discussa, capaci di evitare l’abuso del sistema dei brevetti da parte delle case farmaceutiche: proprio la Sezione 3(d) impedisce infatti alle aziende di ottenere brevetti sulle modifiche a farmaci già esistenti, procrastinando all’infinito i propri monopoli.

Nel 2006, la Novartis aveva portato il governo di Delhi davanti ai giudici, per ottenere una più ampia concessione di brevetti per i propri prodotti rispetto a quanto stabilito dalla legge indiana del 2005 “Patents Act”. In particolare, la multinazionale elvetica voleva ottenere il brevetto per il Glivec, farmaco per la cura di alcuni tumori: il farmaco della Novartis costa 2.550 euro, mentre le versioni generiche non più di 200. Nel 2007, l’azienda farmaceutica aveva perso la causa, facendo però ricorso alla Corte Suprema nel tentativo di indebolire la legge sui brevetti e rivendicare i propri diritti: tutte le richieste della casa farmaceutica svizzera sono state respinte dalla Corte indiana.

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“Tutti gli attacchi della Novartis alla Sezione 3(d) hanno fallito” -ha dichiarato Leena Menghaney, responsabile della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di Msf in India- “gli uffici per i brevetti in India dovranno considerare questo come un chiaro segnale che la legge deve essere applicata rigorosamente e che le domande di brevetto prive di un reale fondamento devono essere respinte”. I responsabili di Msf hanno proseguito, ponendo l’accento sull’importanza dei farmaci low cost:”La decisione è un enorme sollievo per i milioni di pazienti e medici nei paesi in via di sviluppo che dipendono dai farmaci a basso costo provenienti dall’India. La decisione della Corte rende i brevetti sui farmaci di cui abbiamo più bisogno meno attuabili”.

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