La visita di Obama in Israele e Palestina

Il presidente visiterà una batteria anti-missile Iron Dome, testata da Israele nelle ultime due offensive militari contro Gaza. L'ironico videoclip degli attivisti palestinesi.

La visita di Obama in Israele e Palestina
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20 Marzo 2013 - 14.55


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ore 15.00
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BAMBINO ISRAELIANO A OBAMA: “GRAZIE PER DIFENDERCI DAI MISSILI DI GAZA”

Un gruppo di bambini israeliani incontrerà il presidente Obama. Tra loro, un bambino dell’area vicino alla Striscia di Gaza che lo ringrazierà per gli investimenti americani nello sviluppo del sistema anti-missile Iron Dome, sistema di difesa contro i missili lanciati da Gaza.
Tra poco Obama vedrà il presidente Peres che dirà al presidente statunitense che l’unico partner per la pace è il presidente dell’ANP, Mahmoud Abbas.

ore 14.45
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MANIFESTAZIONE AD HEBRON CON LE MASCHERE DI MARTIN LUTHER KING

Un gruppo di manifestanti palestinesi, israeliani e internazionali, mascherati da Obama e Martin Luther King, hanno protestato ad Hebron in Shuhada Street contro l’occupazione e la visita del presidente Obama: sono scoppiati scontri con l’esercito israeliano. Nove manifestanti sono stati arrestati.

Tra gli slogan gridati, l’inno del movimento dei neri americani guidati da Martin Luther King: “I have a dream”. La fine dell’occupazione.

ore 13.30
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MANIFESTAZIONI ANTI-USA A GAZA

In corso nella Striscia di Gaza una manifestazione contro il presidente americano Obama, di fronte alla sede dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani. Decine i partecipanti: bruciate foto di Obama e bandiere americane.
“Siamo qui oggi per dire basta con la pressione contro il popolo palestinese, a cui si cerca di imporre la colonizzazione unilaterale e le precondizioni statunitensi – ha detto Khalid al-Batsh, leader della Jihad Islamica – La visita di Obama non serve agli interessi del popolo palestinese, ma sostiene l’idea di uno Stato ebraico”. Presenti alla manifestazione anche i leader di Hamas e del Fronte Popolare.

ore 13.00

OBAMA A TEL AVIV: “ALLEANZA ISRAELE-USA È PER SEMPRE”

All’arrivo a Tel Aviv, nella sua prima visita ufficiale da presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha espresso pieno appoggio a Israele: “Vedo questa visita come un’opportunità per riaffermare il legame indistruttibile tra le nostre nazioni, per ribadire l’impegno costante dell’America per la sicurezza di Israele e per parlare direttamente alla gente di Israele e ai vostri vicini. Dichiaro la nostra alleanza eterna, è per sempre”.

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ore 12.30

RINASCE BAB AL-SHAMS IN “ONORE” DI OBAMA

Circa 500 palestinesi stanno erigendo quindici tende nelle terre vicino El-Azzariya, sulla collina opposta a quella dove fu creato il villaggio di Bab al-Shams, in area E1 (tra Gerusalemme e la colonia di Ma’ale Adumim). Il nuovo villaggio si chiama Ahfad Younis (il nipote di Younis).

Numerosi i cartelli e gli slogan di protesta contro il presidente Usa. I lavori sono iniziati appena il presidente Obama è atterrato a Tel Aviv, accolto dal premier Netanyahu e dal presidente Peres. Obama ha parlato in ebraico e ha detto: “Siamo vicini perché abbiamo una storia comune, patrioti determinati ad essere popoli liberi”.

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Il presidente Barack Obama è atteso a Tel Aviv alle 12.25 ora locale (11.25 ora italiana). Sarà accolto dal premier Netanyahu e dal presidente Peres. Dopo una breve cerimonia, al presidente statunitense sarà mostrata una batteria anti-missile Iron Dome, nuova tecnologia israeliana testata nell’agosto 2011 e nel novembre 2012 nelle operazioni militari israeliane contro la Striscia di Gaza.

A Gerusalemme da ieri il segretario di Stato Usa, John Kerry: ieri Kerry ha incontrato l’inviato del premier Netanyahu, Isaac Molcho, al King David Hotel. Secondo fonti anonime, i due avrebbero parlato dei modi per riavviare il negoziato di pace con l’Autorità Palestinese. Una prospettiva poco concreta, vista la formazione ultranazionalista del nuovo governo israeliano.

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Intanto, dall’altra parte del Muro di Separazione, le forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese stanno lavorando da lunedì in stretta collaborazione con Israele e Stati Uniti per garantire la sicurezza durante la visita nei Territori del presidente Obama. Elicotteri sorvolano Ramallah da giorni, mentre ingenti forze di polizia sono dispiegate nelle strade: sarebbero almeno 3.000 i poliziotti dispiegati in tutta la Cisgiordania.

A preoccupare sono le annunciate manifestazioni di protesta da parte palestinese contro Obama, presidente giudicato quanto meno assenteista in Medio Oriente. In particolare, nella questione palestinese, mai affrontata di petto dall’amministrazione del primo presidente di colore americano. Ieri i primi scontri tra manifestanti e polizia palestinese, che ha impedito agli attivisti di avvicinarsi alla Muqata, sede dell’Autorità Palestinese.

Ma gli attivisti palestinesi non si fermano e continuano ad utilizzare l’arma dell’ironia. Dopo i migliaia di manifesti apparsi in ogni strada di Ramallah che invitano Obama a non portare il suo Smartphone perché nei Territori la connessione è pessima, oggi in internet gira un video del cantante palestinese Alaa Shaham: Obama non riesce a raggiungere Abbas perché prima viene bloccato al checkpoint israeliano e poi si perde nel campo profughi di Qalandiya. Nena News

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Guarda [url”il video”]http://www.facebook.com/photo.php?v=425466540877901[/url] di Alaa Shaham

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