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Storie di microcredito in Francia

Un esempio da seguire anche nel nostro paese, non solo a livello regionale. A Parigi una mostra racconta 36 storie di donne e uomini che ci stanno provando.

Storie di microcredito in Francia

Desk

3 Novembre 2012 - 15.51


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Facce da microcredito. Una [url”mostra”]http://www.adie.org/nos_actualites#960[/url] a Parigi – Piazza Stalingrado – fino al 18 novembre racconta le storie di chi si è reinventato dal nulla, di chi si è messo in gioco, contando su un piccolo finanziamento iniziale.

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Come Alain Ribault 59 anni.
La sua storia è quella di una caduta e di una rinascita.

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Svolgeva con successo il ruolo di responsabile di un’agenzia immobiliare a Nizza, fino a quando, nel 1998, l’agenzia fallisce. Finisce un sogno, la vita va in frantumi. Alain divorzia e sente mancargli il terreno sotto i piedi,
non crede di essere più in grado di rilanciare una nuova attività.

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Nel 2005 lascia la Costa Azzurra e si trasferisce a Parigi. Elabora un progetto imprenditoriale più personale: proseguendo in una tradizione familiare , si lancia nella commercializzazione di vini.

Senza
risorse né di conoscenze,
a 50 anni , dopo una liquidazione giudiziaria, nessuna banca è disponibile a dargli fiducia.
Chiede all’Aide e gli viene concesso un microcredito.
Alain acquista un computer e comincia a vendere.
Oggi le “ Caves de Saint Luc” contano su una clientela fedele e Alain è
più solido che mai.

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Come la storia di Zineb Mesmoudi che ha 27 anni.
Questa giovane di Lilla . con in tasca un diploma commerciale , cerca lavoro nel mondo dell’abbigliamento.

Ma non riesce ad essere assunta, forse a causa della sua forte personalità o di discriminazione. Ogni tentativo fallisce ma
Zineb non si arrende.
Lavora tre anni nella ristorazione e poi come responsabile in un negozio di calzature sportive.

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Questa esperienza risveglia la sua vocazione all’autonomia.
Quando il negozio chiude, Zineb decide di lanciare un bar specializzato nella vendita di succhi di frutta.
Nessuna banca è disponibile a finanziarla , ma ottiene un microcredito.
Zineb oggi non guadagna ancora il necessario per vivere ma resta ottimista.

Come Alain e Zineb ci sono in mostra le storie di altri 36 imprenditori con un percorso difficile:
licenziamenti, malattie, discriminazioni, fallimenti personali o professionali, personalità molto forti, progetti non classificabili.

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36 audaci diventati: allevatori di lumache, riparatori di biciclette, macellai, ristoratori, direttori di scuole guida.

Uomini e donne che sono potuti ripartire grazie al microcredito. Nessuno di questi imprenditori vive ancora della propria attività, non tutti i progetti hanno le stesse possibilità di successo, ma
tutti hanno la possibilità di dare vita ai loro sogni.

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[url”Aide”]www.aide.org[/url] (association pour le droit à l’initiative économique) è la prima associazione francese di microcredito. Aiuta i disoccupati e le persone impossibilitate ad accedere ai crediti bancari a reinserirsi nella società attraverso il lavoro.
Dopo avere esaminato il progetto , ADIE concede ai richiedenti prestiti fino 6.000 Euro rinnovabili fino a 30 mesi per sostenere i fabbisogni finanziari , l’acquisto di attrezzature e la costituzione del magazzino.
I progetti realizzati ammontano a 10.000.
Dal 1989 ha concesso 105.916 micro finanziamenti per un importo complessivo di 289 milioni di Euro.
Ha creato 106.547 posti di lavoro e finanziato 78.337 imprese.

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