Ryanair: se uno non stampa il biglietto è idiota

E' la risposta dell'Ad della low cost, dopo la disavventura capitata a una signora inglese che ha dovuto pagare 300 euro per non aver stampato i biglietti di ritorno.

Ryanair: se uno non stampa il biglietto è idiota
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redazione Modifica articolo

7 Settembre 2012 - 16.42


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“Pensiamo che la signora McLeod dovrebbe pagare 60 euro per essere stata così stupida”. E’ questo il commento dell’Amministratore Delegato di Ryanair, Michael O’Leary, secondo quanto riportato dal The Telegraph alla disavventura della signora inglese che ha dovuto pagare cara la sua distrazione.

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Se vi fate stampare 5 boarding card dai signori della Ryanair, 5 fogli A4 dal costo di qualche centesimo di euro, il prezzo è di 300€, e in più potreste anche avere il privilegio di sentirvi dare della stupida, direttamente dall’A.D. della compagnia.

I fatti: la signora e famiglia decidono di andare in vacanza in Spagna, ed acquistano 5 biglietti di andata e ritorno da Bristol ad Alicante. Dopo l’acquisto, la signora effettua il check-in on line, e stampa le boarding pass, ma solo per il volo di andata, perché, da quello che racconta, il ritorno era previsto 15 giorni dopo, ed il sistema informatico della Ryan, permette di effettuare la procedura solo per i 14 giorni antecedenti il volo.

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Al ritorno la sig.ra provvede a fare il check-in per il volo di ritorno. Non c’è scritto perché, forse perché l’ha fatto con uno smartphone, forse perché era in affitto in appartamento e non in hotel, fatto sta che la signora non termina l’operazione stampando la boarding card. Risultato: gli viene presentato il conto di 300 euro.

La signora però non si perde d’animo, sicuramente c’è stato un errore, e quelli della Ryan saranno così gentili da trovare una soluzione, e così scrive la propria storia sulla pagina Facebook di Ryanair (non cercatela, non c’è più…ma qui c’è il suo post, quando aveva raggiunto solo 386.219 like), ed ottenendo quasi subito, il supporto di oltre 500.000 like. Ed è a questo punto che la McLeod, riceve l’irata (offensiva) risposta di Mr. O’Leary.

“Pensiamo che la signora McLeod dovrebbe pagare 60 euro per essere stata così stupida. Non è stata in grado di stampare la carta d’imbarco, perché, come sapete, non ci sono internet cafè a Alicante, non ci sono alberghi dove si poteva chiedere di stamparle per noi, e non si poteva farla arrivare via fax da qualche amico, che l’avrebbe potuta stampare a casa sua.”

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“Lei mi ha scritto la settimana scorsa chiedendo un risarcimento, un gesto di buona volontà. Per cui abbiamo risposto, educatamente, ma con fermezza, grazie signora McLeod, ma è stata colpa sua (thank you Mrs McLeod but it was your ****-up)”.”

Insomma, come diciamo qui in Italia, “Cornuta e mazziata”. Ha pagato, e si è beccata pure il “complimento” via web. Detto che la regola è chiaramente scritta sul sito, e che nel momento in cui acquistiamo, dichiariamo di averla letta e compresa, sono proprio curiosa di vedere se anche questa storia, finirà com’è finita quella tra O’Leary e Stelios Haji-Ioannou, quasi due anni fa.

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