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Ad Aleppo uccisa reporter giapponese

Mika Yamamoto era inviata in Siria per Japan Press. La conferma del governo giapponese. Dispersi altri tre reporter secondo l'Osservatorio per i diritti dell'Uomo.

Ad Aleppo uccisa reporter giapponese

Desk

21 Agosto 2012 - 11.46


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È rimasta uccisa ad Aleppo, mentre seguiva gli scontri, la giornalista giapponese Mika Yamamoto inviata in Siria per Japan Press e per alcune emittenti televisive. A riferirlo è stato il ministero degli Esteri del Giappone tramite il portavoce Masaru Sato. Al momento della morte, ha spiegato Sato, la reporter si trovava con un collega di Japan Press, ma non sarebbe chiaro né quando né dove sarebbe stata colpita. Secondo Kazutaka Sato, un collega di viaggio e di testata di Yamamoto, testimone oculare della tragedia, la donna è stata colpita durante uno scontro a fuoco tra soldati e ribelli, probabilmente dalle pallottote di quest’ultmi. «Abbiamo visto – ha raccontato Sato – un gruppo di persone in tuta mimetica correre verso di noi e sembravano soldati governativi. Hanno sparato a caso a soli 20-30 metri di distanza o anche da più vicino». Il governo giapponese ha espresso cordoglio e rammarico per la morte della giornalista. Secondo l’Osservatorio per i diritti dell’Uomo, altri tre reporter, due arabi e un turco risultano dispersi.

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Mika Yamamoto, 45 anni, lavorava per la piccola agenzia di stampa indipendente Japan Press. La donna, prima cittadina di Tokyo e quarta reporter straniera a perdere la vita nel conflitto in Siria, era una veterana del giornalismo di guerra, con esperienze in Afghanistan e Iraq, dove nel 2003 sfuggì per miracolo al bombardamento del ‘Palestine Hotel’ di Baghdad da parte di un carro armato americano: per quel reportage fu insignita del premio ‘Vaughn-Ueedà, sorta di versione nipponica del ‘Pulitzer’.

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