In Siria un milione di sfollati

Alle porte un nuovo disastro umanitario. L'Onu lancia un allarme, per ora inascoltato. 140 mila sono riusciti a scappare nei paesi di confine. [Francesca Marretta]

In Siria un milione di sfollati
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14 Agosto 2012 - 20.10


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di Francesca Marretta

Assad controlla non più del trenta per cento del territorio siriano. La fonte è buona. Si tratta dell’ex Primo Ministro di Damasco Riad Hijab, scappato in Giordania portandosi dietro la famiglia allargata senza farsi intercettare una settimana fa. Hijab ha parlato oggi per la prima volta pubblicamente nel corso di una conferenza stampa ad Amman. Sostiene che il regime siriano stia collassando “moralmente, finanziariamente e militarmente”. Ha anche incitato l’esercito a “schierarsi dalla parte della popolazione”, con una soluzione sul modello egiziano. Ma in Siria l’esercito non lo finanziano gli Usa amici del blocco sunnita, com’è il caso al Cairo e questo Hijab dovrebbe saperlo.

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Che il regime traballi è evidente, ma che la guerra civile finisca presto è tutto da vedere. Assad ha appena spedito una delegazione in Cina, uno dei suoi principali sponsor, assieme a Russia e Iran. Nella grande potenza regionale sciita circolano in queste ore malumori verso il governo, perché nonostante il devastante terremoto che ha colpito il paese ingenti risorse restano impegnate nel sostegno del regime damasceno. Questo la dice lunga sull’importanza della Siria per l’Iran, che continuerà a sostenere Assad fino all’ultimo.

Il ministro degli Esteri di Teheran, Salehi è andato in Turchia per ottenere la liberazione degli ufficiali della Guardia Rivoluzionaria catturati dal Free Syrian Army, la guerriglia rivoluzionaria siriana cui si mescolano frange jihadiste provenienti da diversi paesi.

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Essendo uno dei fuoriusciti di punta del regime di Damasco Riad Hijab lavora per la causa della Rivoluzione. In Siria è guerra civile, e i veri perdenti, quelli che soccombono ogni giorno sono i civili, alauiti, sunniti e cristiani. Da questo punto di vista c’è da augurarsi che non resti inascoltato l’appello della responsabile Onu per gli affari umanitari, Valerie Amos, che sottolinea la necessità di incrementare l’assistenza umanitaria per la popolazione siriana intrappolata tra i combattimenti.

E’ necessario aprire corridoi umanitari. Se 140mila siriani sono riusciti a varcare la frontiera e rifugiarsi in Giordania, Turchia, Libano e Iraq, oltre un milione di sfollati interni e il resto della popolazione civile siriana è alla mercé di chi prende in mano le armi. E di morti se ne sono già contati più che abbastanza in questa guerra.

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