Egitto: ancora attacchi nel Sinai

Dopo la caduta di Mubarak la zona è fuori controllo e la situazione è diventata sempre più instabile.

Egitto: ancora attacchi nel Sinai
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6 Agosto 2012 - 09.48


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Ancora alta tensione al confine fra
Egitto e Israele. Un commando ha attaccato un posto di frontiera
all’altezza della striscia di Gaza, provocando la morte di
quindici poliziotti, e si è impossessato di un blindato
dell’esercito egiziano col quale ha sconfinato in Israele.

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L’aviazione israeliana ha colpito il mezzo, affermando di avere
ucciso tre miliziani. Israele ha chiesto all’Egitto di agire con
determinazione per riportare la sicurezza nella zona strategica
del Sinai. Il presidente egiziano Mohamed Morsi ha invocato una
riunione d’urgenza col Consiglio militare. Il valico di
frontiera di Rafah è stato chiuso e in tutta l’area è stato
decretato lo stato di allerta.

La giornata di oggi ha visto una escalation di violenze nella
zona dopo l’uccisione ‘mirata’ a Gaza di un esponente di un
gruppo salafita vicino ad al Qaida. Dalla striscia sono partite
raffiche di colpi di mortaio sugli insediamenti civili
israeliani.

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Secondo la televisione di stato egiziana il commando di
jihadisti, che poi è fuggito a Gaza, ha attaccato il posto di
frontiera numero 6 di Karm Salem, uccidendo 15 poliziotti
secondo il bilancio definitivo del ministero della sanità
egiziano, prima di imposessarsi di due blindati. Secondo le
autorità israeliane uno è riuscito a sconfinare in Israele ed
è quello che è stato colpito, l’altro è esploso prima di
entrare i territorio israeliano.

L’attacco di questa sera ripropone con drammaticità la questione
della sicurezza nel Sinai, dove i movimenti integralisti e
jihadisti si saldano con antiche rivendicazioni di maggiore
riconoscimento da parte dei beduini. Dalla caduta dell’ex rais
Hosni Mubarak la situazione nel Sinai è diventata sempre più
instabile.

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