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Ad Aleppo va in scena il massacro

Le truppe di Assad bombardano la città attaccata dalle formazioni ribelli. La gente fugge nelle campagne. Mancano medici: appelli dalla città martire.

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Desk

28 Luglio 2012


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Elicotteri, bombardamenti, città semideserta con chi può che è scappato nelle campagne per cercare rifugio dal massacro. Infatti con l’intensificarsi dei bombardamenti su Aleppo e il lancio di un’offensiva di terra da parte delle forze del regime di Bashar al-Assad sono in aumento le vittime
di entrambre le parti nella città settentrionale siriana.
Lo ha raccontato l’inviato della Bbc, tra i pochi sul posto, senza quantificare il numero di vittime
e feriti, ma rilanciando l’appello rivolto da medici presenti in
città, che sottolineano l’importanza dell’arrivo di volontari per far
fronte all’emergenza. In particolare, i dottori chiedono personale a
Salah al-Din, uno dei quartieri più colpiti dagli scontri insieme a
quello di Hamdanieh, vicini al centro.

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Proprio venerdì, inoltre, la Croce Rossa aveva annunciato la
sospensione di alcune sue attività ad Aleppo proprio per motivi di
sicurezza considerati i violenti scontri in corso.

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La Bbc, come detto, ha raccontato poi che sono in aumento anche gli abitanti di Aleppo che hanno abbandonato le loro case temendo quella che i ribelli
hanno annunciato come ”la madre di tutte le battaglie” per la conquista di quella che risulta una città particolarmente importante sia per il governo, sia per l’opposizione.

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Ma le brutte notizie non riguardano solo Aleppo: è già di quarantun morti il bilancio delle vittime registrate in tutta la Siria. In particolare, i cadaveri di quattro persone sgozzate con coltelli sono stati rinvenuti a Deir al-Zour nell’est del Paese. Altre notizie di uccisioni sono state date da fonti dell’opposizione.

La Russia accusa i ribelli.

Il ministro degli Esteri russo,
Serghei Lavrov, ha messo in guardia sulla “tragedia” imminente
che incombe su Aleppo, dove è iniziata la controffensiva del
regime. Il capo della diplomazia russa ha sottolineato
che davanti all’occupazione di grandi città da parte dei
ribelli era prevedibile una risposta delle forze governative.
“Stiamo persuadendo il governo che c’e’ bisogno che sia il
primo a compiere qualche gesto” distensivo, ha sottolineato
Lavrov durante una conferenza stampa a Mosca, “ma quando
l’opposizione armata occupa città come Aleppo, dove già
un’altra tragedia si sta venendo a creare, non è irrealistico
aspettarsi che il governo non lo accetti”.
Rmo/Sar

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