Continua l’avventura giudiziaria di Julian Assange, che ha violato la libertà condizionata, concessa dai magistrati di Londra, rifugiandosi nell’ambasciata dell’Ecuador. E ora la Scotland Yard chiede al fondatore di Wikileaks, con un biglietto, di presentarsi alla stazione di polizia di Belgravia, domani alle 11.30. Il verdetto definitivo dei giudici londinesi parla chiaro: respinto il ricorso contro la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità svedesi, Assange deve consegnarsi nelle mani della polizia.
La corte del tribunale aveva dato due settimane di tempo al team degli avvocati del padre di Wikileaks per fare appello alla corte europea dei diritti umani. Ma l’hacker più noto del mondo ha deciso di fare di testa sua, rifugiandosi nella sede londinese dell’ambasciata ecuadoriana, chiedendo asilo politico. A questo punto, violate le leggi inglesi, Assange diventa un criminale da perseguire nel Regno Unito. Stotland Yard ha così mano libera per arrestarlo.
Nelle ultime ore migliaia di persone, tra cui i registi americani Michael Moore e Oliver Stone, insieme al filosofo Noam Chomsky e al medico Pacht Adams, hanno sottoscritto un appello in favore del fondatore di Wikileaks, da presentare al presidente dell’Ecuador Rafael Vincente Correa, chiedendo di accettare la richiesta di asilo di Assange. Per parte sua Correa fa sapere che il suo Paese si comporterà da nazione “sovrana”, valutando la documentazione per essere sicuri che le accuse mosse all’hacker australiano non siano false, decidendo di conseguenza se accettare o meno la sua richiesta di asilo.
