In Canada la protesta degli studenti: 700 arresti

Centesimo giorno di rivolta per i ragazzi del Québec che si oppongono all'aumento delle tasse universitarie. Montreal militarizzata. La rabbia contagia il Paese. Scontri e arresti.

In Canada la protesta degli studenti: 700 arresti
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25 Maggio 2012 - 09.44


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Nel centesimo giorno di proteste per gli studenti del Québec ci sono stati circa 700 arresti. Ieri decine di migliaia di persone, mercoledì, sono scese in piazza contro l’aumento delle rette universitarie. E l’onda della rivolta si allarga a Montreal, Québec City o Sherbrooke, fino ad arrivare a Toronto, Calgary, Vancouver. La rabbia studentesca si oppone al premier liberale Jean Charest, che ha aumentato dell’80 per cento le tasse universitarie. Ogni studente dovrà pagare 254 dollari in più, per sette anni, su una retta già di circa 4000 dollari annui.

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Per un mese tutte le notti gli studenti sono rimasti in piazza per dimostrare il loro disappunto. E, col passare dei giorni, a loro si sono accodati genitori, docenti, anziani e bambini in marce pacifiche, scandite dal ritmo di pentole, cucchiai e coperchi. I punti più caldi sono il college Lionel-Groulx a Sainte-Thérèse, il ponte Jacques Cartier e un albergo in pieno centro a Montreal.

Montreal al momento è invasa sa polizia, come un’immensa zona rossa. Anche grazie alla legge 78 approvata la scorsa settimana dal governo provinciale che vieta riunioni di massa nelle vicinanze di università e scuole, e impone l’obbligo di richiedere l’autorizzazione di manifestare almeno otto ore prima. Tra manganelli, gas e idranti, i poliziotti in tenuta antisommossa hanno arrestato 518 manifestanti a Montreal, 176 a Quebec City e in altre piazze dove gli studenti sventolavano bandiere azzurre coi gigli bianchi, la fleur-de-lis simbolo della provincia francofona.

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E forse mai s’erano sentiti dibattiti tanto accesi da quando, nel 1995, il Quebec fu lacerato dal referendum sull’indipendenza dal Canada. Oggi, al di là del rialzo della retta universitaria, il “malessere del Quebec” si inserisce in un disagio diffuso a livello internazionale, con il riverbero della crisi economica e con le misure imposte a una popolazione che inizia a risentirne gli effetti. Sulla crisi germina la rabbia dei giovani contro le disparità economiche e sociali approfonditesi in Canada come negli Stati Uniti.

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