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Grecia fuori dall'euro, pronti i piani d'emergenza

I Paesi dell'Eurozona si preparano per l'uscita di Atene dalla moneta unica. Un team di esperti Bce per evitare terremoti sui mercati. Decisive le elezioni del 17 giugno.

Grecia fuori dall'euro, pronti i piani d'emergenza

Desk

24 Maggio 2012 - 09.55


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Quella che fino a poche settimane fa sembrava solo un’ipotesi lontana e spaventosa, ora si fa sempre più realtà. La situazione politica in Grecia è allo sbando e l’uscita di Atene dalla moneta unica un’ipotesi concreta. Per questo i Paesi dell’Eurozona si stanno attrezzando all’eventualità, studiando le contromisure di un evento che rischia di minare i mercati europei e mondiali.

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Molto dipenderà anche dall’esito delle elezioni del 17 giugno prossimo. A indicare che la situazione si sta facendo sempre più critica, sono arrivate anche le indiscrezioni che sul fatto che non solo i governi, ma anche le banche centrali si preparano a fronteggiare l’emergenza che deriverebbe da un addio della Grecia all’euro.

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La Bce avrebbe messo insieme un team di esperti per seguire la situazione greca. A guidare il team sarebbe – secondo le indiscrezioni anticipate da Die Zeit – Joerg Asmussen, il tedesco membro del comitato esecutivo dell’Eurotower. La loro missione è esaminare tutte le possibili ramificazioni di un’uscita della Grecia dall’euro: contagio di altri Stati sovrani e rischi di un effetto domino sulle banche, con una possibile fuga dei conti correnti verso l’estero che rischia di innescare un pericolosissimo effetto domino in grado di varcare le frontiere.

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Nell’eventualità che Atene abbandoni l’euro, la prima cosa è prevenire un terremoto sui mercati, con possibili nuove misure straordinarie che potrebbero includere la ripresa degli acquisti di bond governativi, o il lancio di un nuovo massiccio programma di prestiti illimitati a lungo termine alle banche. La Germania di Angela Merkel è la più preoccupata e sembra che anche la Bundesbank abbia creato un “team” per studiare il dossier greco.. La banca centrale tedesca dice che il caos politico ad Atene è «estremamente preoccupante», ma giudica anche «gestibili» le possibili conseguenze che avrebbe una decisione della Grecia di rinnegare gli accordi presi.

E da Bruxelles non arrivano notizie positive.. In una bozza di dichiarazione finale sulla Grecia circolata mentre i lavori sono ancora in corso, si esprime «apprezzamento per gli sforzi significativi fatti dai greci» e «attesa per la pronta formazione di un nuovo governo che si appropri del programma di aggiustamento». Ma per la prima volta si parla anche di «impegno a salvaguardare la stabilità finanziaria dell’Eurozona e la sua integrit…», anche a costo di lasciare andare la Grecia al suo destino, sembra il significato sottinteso.

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