I parenti dei marò: ora basta

Parla il nipote di Massimiliano Latorre: è ora che il governo batta i pugni sul tavolo.

I parenti dei marò: ora basta
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

18 Maggio 2012 - 17.16


ATF AMP

Le famiglie dei marò chiedono giustizia. A farsi portavoce del disagio che dura da tre mesi è Christian D’Addario, nipote di Massimiliano Latorre, che parla a nome della famiglia del militare, facendo trasparire tutta l’insofferenza per una situazione fatta solo di continui rinvii. “Quello che è successo oggi è niente di più e niente di meno di quello che ci aspettavamo. Sapevamo che allo scadere della carcerazione preventiva dovevano arrivare i capi di imputazione, ma quello che chiediamo al governo è di cominciare a battere i pugni sul tavolo”.

Top Right AMP

Dall’Italia c’è chi chiede la linea dura nei confronti dell’India. D’Addario ricorda: “Oggi sono 90 giorni che i nostri marò sono in carcere e anche se sono militari, abituati dunque ad affrontare situazioni difficili, comincia ad essere duro non vedere una via d’uscita”, dice D’Addario. “Massimiliano e Salvatore vivono ogni giorno aspettando il momento di poter telefonare alle loro famiglie, di sentire che siamo con loro. E anche se il Governo e le autorità finora non hanno mai fatto mancare il loro sostegno -prosegue il nipote di Latorre- è ora di fare qualcosa di concreto per questi ragazzi che si sono ritrovati loro malgrado stritolati in un meccanismo di equilibri politici e diplomatici fatto di tattiche e di continui rinvii”.

E poi lancia un ulteriore appello al Governo, che fino ad oggi è stato surclassato dalle decisioni di quello del Kerala. “Noi ci appelliamo al governo perché alle parole seguano i fatti, perchè a Massimiliano e Salvatore che non sono criminali, ma militari e cittadini di questo Paese, sia restituito il loro status e la loro dignità insieme alla possibilità di veder tutelati i loro diritti”.

Dynamic 1 AMP
FloorAD AMP
Exit mobile version