da Londra
Francesca MarrettaObama ha deciso di cogliere l’attimo e spingere l’acceleratore contro Aqap, (al-Qaeda nella Penisola Arabica), nello Yemen. In questo momento è in atto una massiccia offensiva in cui l’esercito di Sana’a è in prima fila, con il coordinamento dietro le quinte, per operazioni di terra e aria, di forze speciali Usa, precisamente berretti verdi e i Ranger dell’esercito. Nel Golfo di Aden sono poi schierati anfibi d’assalto Usa con a bordo circa 2000 Marines. Domenica è arrivato a Sana’a anche il capo-consigliere per l’anti-terrorismo di Obama.
L’offensiva in atto in Yemen tiene nel mirino sopratutto la regione di Abyan, da un anno sotto il controllo di al-Qaeda. Le forze regolari yemenite hanno circondato Zinjibar, principale città di quest’area meridionale. Almeno 15 miliziani sono morti il 12 maggio.
Durante lo scorso fine settimana sulla testa degli abitanti di Abyan sono caduti volantini che li avvisano di lasciare le case, cosa che indica a un’intensificazione degli attacchi. Il messaggio alla popolazione è nel contempo una richiesta di voltare le spalle all’insurrezione e collaborare col governo regolare. Come se fosse una scelta libera per chi si trova preso nel mezzo tra la violenza di al-Qaeda e i droni americani.
Non solo. La zona in cui al-Qaeda prospera è stata sempre emarginata nell’era dell’ex Presidente Saleh, foraggiato militarmente dagli Usa, come l’attuale governo che lavora in teoria a una riconciliazione nazionale.
Sabato scorso raid con aerei senza pilota hanno colpito diversi obiettivi di al-Qaeda, a Marib e Shabwa, sud-est di Sana’a, con un bilancio di almeno undici miliziani uccisi. L’area di Shabwa è la stessa in cui è stato ucciso il 7 maggio scorso Fahd al-Quso, uno dei most-wanted dei servizi occidentali nell’ambito della leadership di al-Qaeda.
L’offensiva militare in atto contro al-Qaeda è figlia della stessa operazione d’intelligence che ha sventato un attentato nei cieli con esplosivo invisibile ai controlli. E’ in base alle informazioni del doppio agente britannico di fede musulmana, infiltrato in Aqap, (ora smascherato e protetto in Arabia Saudita) che gli Usa hanno optato per un’accelerazione degli attacchi. Uno degli obiettivi è l’eliminazione del bomb-maker di al-Qaeda, il 30enne Ibrahim al-Asiri, ideatore dell’ordigno invisibile da nascondere negli indumenti intimi.
Secondo gli esperti al-Asiri avrebbe anche escogitato l’uso di esplosivo in delle cartucce per stampanti, altro complotto sventato due anni fa. Il punto è che al-Asiri avrà formato altri tra le fila di al-Qaeda alla fabbricazione di bombe sofisticate. Nonostante gli attacchi coordinati tra esercito di Sana’a e Usa al Qaeda è stata in grado di assestare un colpo nel sud, sabotando un gasdotto.
