da Londra
Francesca MarrettaBatosta alle elezioni amministrative per il governo dei tagli Cameron-Clegg. Londra resta con ogni probabilità ai Tory, anche se la battaglia tra il Sindaco uscente Boris Johnston e il laburista Ken Livingstone potrebbe proseguire al ballottaggio. Per il resto il Labour di Ed Miliband registra una rimonta clamorosa rispetto al precedente voto locale del 2008, quando era leader e capo del governo Gordon Brown.
Si è votato per il rinnovo di 128 consigli comunali in Inghilterra, 32 in Scozia e 21 (su 22) nel Galles. Ha votato il 32 per cento degli aventi diritto, l’affluenza più bassa dal 2000 (è soprattutto l’elettorato conservatore ad essere rimasto a casa). Va sottolineato che da queste parti la percentuale di voto è storicamente inferiore rispetto alle elezioni che si tengono nell’Europa continentale. Alle amministrative poi è sempre minore rispetto alle politiche, anche perché, fatta eccezione per Londra, il sistema elettorale non prevede l’elezione diretta del Sindaco.
Secondo i dati di questo voto il Labour è intorno al 39 per cento (nonostante abbia di recente perso un’elezione suppletiva per un seggio alla Camera dei Comuni), mentre i Tory sono al 31 per cento. Inesistenti nelle urne, come nel governo di coalizione in cui siedono i Liberaldemocratici di Nick Clegg, che rimangono al 16%. Il leader LibDem è entrato in un governo conservatore rinnegando la propria storia e gli impegni presi in campagna elettorale, per restare col cerino in mano, dato che non ha chance di sopravvivere alle prossime elezioni politiche.
I Tory hanno perso persino nell’Oxfordshire, la Constituency di David Cameron, un rospo duro da ingoiare per il Premier di Londra, che cerca di minimizzare la sconfitta attribuendola alla scarsa affluenza alle urne e non al fatto che la politica selvaggia dei tagli del Cancelliere dello Scacchiere Osborne (miliardario di famiglia come Cameron), sia oggi accompagnata da una recessione senza segni di ripresa.
Ed Miliband gongola, prendendosi una rivincita personale su chi, anche tra le fila del suo stesso partito lo riteneva inadeguato a guidare il paese per quella voce nasale e l’aspetto ingenuo. «Stiamo riconquistando la fiducia della gente. Cameron ha promesso cambiamenti e ha deluso» ha detto Miliband, affondando il coltello nella piaga Tory, accusando il governo Cameron di aumentare le tasse per i lavoratori, tagliandole ai milionari.
David Cameron non ha potuto far altro che cospargersi il capo di cenere, di fronte alla batosta senza però farcela a cedere alla tentazione della retorica. La Gran Bretagna attraversa «tempi difficili», ma il governo «ha dovuto prendere decisioni difficili», data l’eredità lasciata dal precedente governo ha detto Cameron, aggiungendo: «Faremo di tutto per dimostrare che siamo dalla parte della gente che lavora». Caro David, chi ha votato oggi ha visto un altro film.
