I governi rivali dell’Anp e di Hamas avrebbero raggiunto un accordo per mettere fine alla crisi energetica nella Striscia di Gaza che, nelle ultime settimane, ha messo a dura prova la popolazione civile palestinese minacciando persino le attivita’ delle strutture sanitarie.
Secondo l’agenzia britannica Reuters, una compagnia israeliana fornirà il gasolio industriale necessario per far funzionare l’unica centrale elettrica di Gaza, che garantisce il 60% del fabbisogno. Il governo di Hamas non pagherà il carburante direttamente agli israeliani ma lo farà attraverso l’Autorità nazionale palestinese (Anp). Taher al Nono, un portavoce del governo di Hamas, ha annunciato oggi che il gasolio comincerà ad arrivare a Gaza già domani e che il primo pagamento di due milioni di shekels (539mila dollari) agli israeliani è già stato trasferito all’Anp.
La crisi era esplosa a febbraio dopo che l’Egitto aveva messo fine drasticamente al traffico clandestino di carburante tra il Sinai e la Striscia di Gaza in corso da anni attraverso i tunnel sotterranei. Il Cairo inoltre ripete di non avere obblighi verso Gaza che, essendo un territorio occupato, ricade sotto la responsabilità della potenza occupante, Israele.
