Attacchi coordinati contro chiese cristiane in Nigeria nel giorno di Natale: una strage rivendicata dal gruppo islamico Boko Haram, che ha fatto fino a 35 morti, 27 in una sola chiesa nella periferia della capitale Abuja dove l’esplosione ha avuto luogo proprio durante la messa di Natale. Immediate le condanne: il Vaticano lo addita come un episodio «frutto di odio cieco e assurdo». Il ministro degli Esteri Giulio Terzi parla di «episodi orrendi, un attacco ai principi universali di civiltà».
La prima esplosione è avvenuta nella chiesa di Santa Teresa, nel popoloso quartiere di Madala alla periferia di Abuja. Subito da testimoni la segnalazione di numerosi morti, uno dice di aver visto «almeno 19 cadaveri», mentre i soccorritori temono di non poter far fronte alle emergenze: «non ci sono ambulanze sufficienti per evacuare morti e feriti» dicono sull’onda del panico scatenato dall’attacco. Poi la seconda esplosione, ancora in una chiesa, questa volta a Jos nella Nigeria centrale dove subito si è registrato un morto. Quindi il terzo attacco, contro un’altra chiesa cristiana, nella città di Gadaka nello stato settentrionale di Yobe.
Ma l’inferno scatenato nel giorno di Natale prosegue con altri morti, tre poliziotti e un kamikaze, vittime di un altro attacco nel nord est del Paese, a Damaturi, dove l’attentatore suicida ha lanciato la sua auto imbottita di esplosivo contro un mezzo della polizia.
Ad ora il bilancio ufficiale di questa giornata di sangue è di 35 vittime. Ma il terrore è stato scatenato già a partire da giovedì, da quando si registrano una serie di esplosioni nel nord-est della Nigeria e scontri con le forze dell’ordine con decine di vittime. La nuova ondata di violenza nasce dall’offensiva del gruppo islamico di Boko Haram che ha il dichiarato obiettivo di instaurare lo stato islamico nel più popoloso paese africano, con una rigida applicazione della sharia.
Lanciato nel gennaio 2004, il gruppo estremista nigeriano si rifà ai talebani afghani e ha legami con il ramo maghrebino di al Qaida (Aqmi). Non è però questo il primo Natale insanguinato in Nigeria: anche lo scorso anno furono decine le vittime di simili attacchi contro chiese cristiane il 24 dicembre, in particolare a Jos, sempre caldissimo teatro di violenti scontri tra cristiani e musulmani.