Se il prossimo Papa sarà nero

I cattolici crescono soprattutto in Africa. I dati del rapporto del Pew Institute, per il quale il cristianesimo resta duttile, ma in Europa è grigio.

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24 Dicembre 2011 - 13.14


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Secondo un rapporto dell’americano Pew Institute, il Cristianesimo continua ad essere la religione più diffusa al mondo, con 2,18 miliardi di fedeli, il 32% della popolazione mondiale, davanti all’Islam, 23,4% e 1,6 miliardi di fedeli. I cattolici costituiscono il gruppo più rilevante, pari al 50,1% dei cristiani, contro il 37 % di protestanti e il 12 di ortodossi. Rispetto ad un secolo fa la percentuale dei cristiani nel mondo non è cambiata molto.

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A fronte di un incremento notevole della popolazione complessiva, da 1,8 a 7 miliardi, è infatti calata di appena tre punti percentuali, ma quello che emerge è la diversa distribuzione geografica dei fedeli: nel 1910 il 66% dei cristiani viveva in Europa. Oggi sono appena il 26%. Il numero maggiore si registra nelle Americhe, quasi il 37%, ma a crescere in modo impetuoso è stata anche l’Africa subsahariana, con quasi il 24% dei fedeli.

Il sociologo delle religioni Franco Garelli, ha commentato così questi dati.

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“Io farei due valutazioni di fondo, la prima è che il cristianesimo è maggioritario a livello globale perché è la religione che maggiormente sembra in grado di adattarsi alle varie culture, però emerge anche la stanchezza della prassi religiosa in Europa, dove il cristianesimo si è storicamente affermato. Oggi, invece, è molto più vitale in Sud America e in Africa, perché lì la religione è vissuta in modo più passionale e coinvolgente, meno “grigio” rispetto all’Europa”.

Insomma, ipotizzare il cosiddetto “Papa nero”, in un futuro neppure troppo lontano, non sembra più così strano. “Questo è ciò che auspicano molti. Il problema è serio: si tratta di vedere quanto la chiesa cattolica è in grado di proporre una fede meno eurocentrica direi, più in sintonia con la cultura del luogo. Occorre, in tal senso, anche uno sforzo di riflessione da parte degli episcopati locali”.

Intanto, colpiscono alcuni dati: il fatto, ad esempio, che il Brasile, nonostante la presenza di molte sette, conti un numero di fedeli cattolici doppio rispetto all’Italia, o che la Nigeria conti il doppio dei protestanti della Germania, patria della Riforma, mentre là dove il cristianesimo ha visto la luce, il Medio Oriente, i cristiani sono appena il 4% della popolazione…

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“Lì ci sono ragioni storiche e attuali, che si sommano con il perdurare di tensioni rilevanti e con un Islam sempre più arrembante. Mentre il dato sudamericano e africano è di grande interesse, nonostante il peso rilevante delle sette, in entrambe le realtà. In generale, lo ribadisco, emerge la duttilità del cristianesimo, capace come nessuna altra fede di adattarsi alle culture locali”

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