Top

Mozzate le dita a Saif al Islam

Il figlio di Gheddafi dice: è stato um bombardamento della Nato. Da Tripoli un'altra verità: vendetta degli insorti. Arrestato l'ex capo dei servizi segreti.

Mozzate le dita a Saif al Islam

redazione

20 Novembre 2011 - 19.26


Preroll

Pollice, indice e medio della mano destra fasciati. Ma dalle immagini risultano abbastanza chiare due cose: la prima è che sotto le bende, per quanto spesse, non ci siano tre dita intere. La seconda è che a Saif al Islam, prigioniero, sia stato esplicitamente chiesto sotto la minaccia delle armi di mettersi in posa ed esporre la mano ferita come fosse un trofeo.

OutStream Desktop
Top right Mobile

Motivo? Gli insorti, anzi ex insorti visto che ora hanno la guida del paese, dopo aver catturato il delfino di Gheddafi gli hanno in parte mozzato le tre dita. Una vendetta consumata e promessa da tempo.

Middle placement Mobile

Come hanno riferito a Globalist fonti vicine all’ala senussiana della resistenza, l’antefatto va ricercato nei giorni della caduta di Tripoli. Allora venne diffusa la notizia della cattura di Saif al Islam. Ma il figlio del Rais comparve poche ore dopo davanti a fotografi e telecamere, dimostrando che la notizia era falsa e che si trattava di una delle tante bugie messe in giro ad arte dai ribelli. Poi si mise in posa (vedi foto) mostrando le dita a V, come vittoria.

Dynamic 1

In quell’occasione, come a Tripoli è abbastanza noto negli ambienti vicini ai nuovi governanti, alcuni dei capi degli insorti promisero pubblicamente che gliela avrebbero fatta pagare e quelle dita sarebbero state tagliate il giorno in cui l’avrebbero preso. Mozzate da vivo o da morto.

Subito dopo la cattura, avvicinato da una giornalista della Reuter, Saif al Islam ha laconicamente detto di essere stato trattato bene dopo la cattura e che le ferite alla mano sono frutto di un bombardamento della Nato di un mese fa. Affermazioni che sembrano poco credibili (uno che è ferito in un bombardamento ha solo tre dita semi-mozzate e nemmeno una escoriazione sulle fraccia o sul volto?) anche perché Saif al Islam non ha parlato da uomo libero, ma circondato dai suoi guardiani. Che avrebbe potuto dire?

Dynamic 2

Del resto, stando alle fonti libiche di Globalist, la consegna del silenzio è utile a tutte e due le parti. Al figlio di Gheddafi, che cerca di sopravvivere e che non ha alcun interesse a raccontare l’umiliazione cui è stato sottoposto; ai nuovi governanti della Libia, sempre più sotto accusa per i loro metodi brutali del dopo vittoria: dall’esecuzione sommaria di Gheddafi (sodomizzato con un bastone prima della morte) alle uccisioni e vendette contro i lealisti e i loro simpatizzanti. Anche il rito primitivo della mutilazione del prigionero sarebbe mal accettato dalla comunità internazionale, nonostante – pur di fare affari e firmare contratti – sta chiudendo tutti e due gli occhi su torture, abusi e vendette.

Resta il fatto della foto fatta dai carcerieri con il “trofeo” mostrato in primo piano. Affinché chi doveva capire capisse. Dopo di che, ufficialmente, la colpa è delle bombe Nato.

Dynamic 3

Infine sulla cattura del figlio del Rais non ci sono certezze. L’ipotesi più accreditata a Tripoli è che sia stato venduto da coloro a cui si era rivolto per cercare di espatriare. Voci insistenti, anche se è impossibile trovare conferme. Diciamo solo che in casi simili le cose vanno così nel 90% delle volte.


Dynamic 4

Dynamic 5
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage