I militari ci provano. Come era ovvio. Per la prima volta dall’inizio del processo di demilitarizzazione dell’Egitto i generali hanno detto che saranno loro a nominare primo ministro e governo fino a che non ci sarà un nuovo presidente. E siccome l’agenda elettorale che hanno costruito non prevede ancora la data delle elezioni presidenziali…
L’Egitto dovrà votare per la costituzione della Camera Bassa del nuovo parlamento in un interminabile processo elettorale ch comincerà con il primo scrutino a novembre e si protrarrà fino a febbraio. Poi sarà la volta della Camera Alta. E così si arriverà alla prossima primavera. A quel punto i nuovi eletti cominceranno la discussione sulla nuova Costituzione, ultimata la quale si passerà alle presidenziali. Chi può sperare che questo processo si concluda prima del 2013?
Poco sorprendente che gli Stati Uniti abbiano dimostrato pieno appoggio per l’agenda dei militari. Che poi, con qualche altra strage, potrebbero trovare anche la scusa per reintrodurre la legge marziale. Queste almeno sembrano le intenzioni del maresciallo Tantawi, capo dei militari ed ex braccio destro del deposto MUbarak
