da New York
Giovanna BotteriArrivano con i tamburi e le trombe. Rispondono all’appello lanciato da “occupy Wall Street. Mobilitazione generale, serve aiuto per salvare il movimento. E quello che serve sono secchi, detersivo, scope e spazzoloni. Bisogna pulire Zuccotti Park entro l’alba, altrimenti il sindaco attuerà la sua minaccia. Farà sgombrare con la scusa dell’igiene.
E allora via, a mettere a posto, buttar via cartoni e immondizia, far ordine fra tende e sacchi a pelo. Alla fine, la piazza è lustra, scintillante sotto la pioggia, non ci sono più validi motivi per sgomberarla. E’ la prima battaglia che gli indignati di Wall Street riescono a vincere. La guerra sarà lunga e difficile, ma ora c’è speranza.
“La gente sta con noi, sanno che quello che chiediamo è giusto”. “E’ una vittoria dei lavoratori, dei giovani, di chi sta scioperando, è una vittoria del popolo, di tutti”. Ma è un attimo, prima dello scontro con la realtà. I tentativi di entrare a Wall Street, quella dove si fanno i soldi e gli affari, sono destinati a fallire.
La polizia inizia ad arrestare, la gente viene ammanettata, e trascinata via. Scene simili si susseguono in tutto il paese, dove il movimento si estende a macchia d’olio, e dove si prepara la grande mobilitazione di oggi. in un clima di speranza, determinazione, ma anche paura per quello che potrebbe succedere.
