La mattanza di giornalisti in Messico preoccupa l’Onu. L’ufficio dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni unite ha chiesto alle autorità messicane di aprire “indagini complete e imparziali” sui recenti omicidi di reporter e blogger nel Paese. Questi atti di violenza, ha affermato il portavoce dell’Unhchr, Rupert Colville, “pongono in evidenza la crescente insicurezza in generale e l’eccezionale vulnerabilità in particolare” della stampa in Messico.
L’appello dell’Onu arriva dopo i tantissimi episodi di sangue che hanno riguardato i giornalisti messicani. L’ultimo sabato scorso, quando il cadavere mutilato e decapitato di Maria Elizabeth Macias, 39enne caporedattrice del giornale Primera Hora, è stato ritrovato nella città di Nuevo Laredo (alla frontiera con gli Stati Uniti), con accanto un messaggio in cui si motivava l’assassinio con le informazioni sul crimine organizzato diffuse nei social network. Il biglietto accanto al suo corpo diceva testualmente: “Per coloro che non vogliono credere, questo è accaduto per le mie azioni, perché credo nell’esercito e nella Marina”. L’assassinio di Marisol segue quello di altri due blogger trovati torturati e appesi ad un ponte di Nuevo Laredo. I loro assassini li hanno accusati di collaborare con le autorità perché – come la donna – frequentavano i social network dedicati al crimine. Da quando in Messico è esplosa la narco-guerra, si stanno moltiplicando i siti pronti a raccogliere le soffiate sulle attività delle gang. Alcuni sono legati al mondo dei media, altri sono gestiti dalla Procura, altri ancora hanno origini meno chiare.
La grande crescita di popolarità dei blog è legata anche alle evidenti difficoltà di “libertà di espressione” della stampa tradizionale. I giornalisti sono oggetto di minacce, ci sono stati attacchi contro le sedi di quotidiani e tv e solo quest’anno sono stati assassinati 8 reporter (74 dal 2000). Una situazione complessa segnata lo scorso anno da un episodio clamoroso: il direttore di un giornale ha scritto un fondo chiedendo ai narcos una tregua e quali notizie poter pubblicare. “Comprendiamo la sfida che il governo messicano deve affrontare nella sua lotta contro l’aumento della violenza – ha affermato il portavoce Onu, Colville – ma siamo estremamente preoccupati per l’impunità che impera rispetto questi omicidi e numerosi altri crimini simili che sono stati commessi negli ultimi anni”.
