Si è parlato molto in questi giorni tedeschi della svolta “ecologista” di Papa Ratzinger. Una svolta manifestata, in particolare, proprio con il discorso al Bundestag, in cui, oltre a ricordare ai politici come lo scopo della loro missione debba essere l’impegno per la giustizia e la difesa della pace, Bendetto XVI, ha detto, senza mezzi termini, come la comparsa del movimento ecologico in Germania, negli anni 70, abbia portato aria fresca, perchè “la materia non è solo qualcosa di manipolabile come si vuole, ma che la terra porta in sè una dignità di cui non possiamo non tener conto”.
Un Papa “verde” dunque, anche se poi si è subito premurato di aggiungere di non voler fare propaganda per alcun partito politico. E’ stato però un discorso preceduto dal boicottaggio da parte di un centinaio di deputati della sinistra tedesca, sia della Linke, che dell’Spd, in nome della laicità dello Stato. Claudia Roth è l’energica presidente dei Grunen, i Verdi tedeschi. L’abbiamo intervistata alla vigilia del discorso papale, sia in merito al boicottaggio, che sulle aperture ecologiste di Benedetto XVI.
Ogni deputato è libero di comportarsi come vuole, non sono per incatenare i colleghi alla loro sedia. Per quanto mi riguarda sono contenta di assistere al discorso papale non soltanto in veste di leader di uno stato straniero, di citta del vaticano, ma in quanto capo della Chiesa cattolica nonchè cittadino bavarese, e sono interessata a quello che Benedetto XVI ha da dire alla nostra più alta assemblea rappresentativa. Il Papa d’altra parte, è consapevole del fatto che la Germania è una nazione moderna, e che non sempre le nostre posizioni coincidono con quelle del vaticano.
Ad ogni modo dall’esterno sembra esserci stata una svolta ecologista da parte del Papa.
In effetti Benedetto XVI, nella sua visione di protezione del creato, che va contro ad un supersfruttamento del pianeta, ha un orizzonte comune al nostro.Sono interessata anche ai temi che condivide con noi verdi in materia di politica sociale. Penso ad esempio alla solidarieta’ con i deboli, alla responsabilita’ nei confronti delle fascie meno abbienti della societa, alle vittime di violenza e di catastrofi ambientali, alla protezione dei profughi, e soprattutto al pacifismo espresso in questi ultimi anni dal Vaticano. Sotto tutti questi punti di vista vedo il Papa non solo come un interlocutore ma come un potenziale partner! Quello che mi preme però anche sottolineare, a parte i punti in comune, è che noi verdi non possiamo non criticare la mancanza di figure femminili forti nella Chiesa Cattolica, l’intolleranza nei confronti degli omosessuali e ci auguriamo che questo incontro aiuti il papa a comprendere meglio la realta tedesca e a aprirsi ad essa.
