Anzaldi: "Con Draghi torni il rispetto di pluralismo e deontologia in Rai"

Il deputato di Italia Viva membro della commissione di vigilanza: "I conduttori permettano a tutte le opinioni di esprimersi, senza parteggiare"

Michele Anzaldi

Michele Anzaldi

di Antonio Mazzolli


Onorevole Anzaldi, lei ha chiesto che il governo Draghi si occupi al più presto di ristabilire il pluralismo e il rispetto della deontologia giornalistica in Rai. Su twitter l'autore e conduttore di Radio Rai, Luca Bottura, le ha risposto: "La politica tutta dovrebbe stare fuori dalla Rai. A cominciare da chi la minaccia pubblicamente". Quindi lei minaccia la Rai?


"Trovo davvero stupefacente che un conduttore Rai, in questo caso Luca Bottura, abbia la pretesa di impedire a un componente della Commissione parlamentare bicamerale di Vigilanza Rai di fare il proprio lavoro, ovvero vigilare sulla Rai. Questa è la posizione dell'azienda? Impedire al Parlamento di esercitare le proprie prerogative? Scriverò all'amministratore delegato Salini e gli chiederò se questo è accettabile e se sia compatibile con quanto prevede il Regolamento sui social network in vigore in Rai a seguito di una precisa direttiva della Vigilanza".


Che cosa dice il Regolamento?


"A seguito di innumerevoli episodi dannosi per la credibilità dell'azienda, con alcuni dipendenti che hanno utilizzato i social per esprimere anche messaggi di odio e insulti, è diventato inevitabile prevedere una regolamentazione. La Rai ci ha comunicato di essersi adeguata al dettato della commissione, ma ancora oggi non abbiamo nessun monitoraggio sull'efficacia o meno delle policy adottate dall'azienda. Ed episodi come quello di Bottura, che vorrebbe impedire ad un commissario del Parlamento di esercitare la sua funzione, sono l'ennesimo esempio che qualcosa non funziona".


Che cosa contesta alla Rai?


"Credo che un conduttore del servizio pubblico, come è ben chiarito anche nel Contratto di Servizio, debba sempre mantenere equilibrio, equidistanza, apparire imparziale. Un conduttore non è un opinionista aggiunto, come invece sembra voler essere ad esempio la conduttrice di Agorà Costamagna. Altrimenti la credibilità dell'informazione pubblica precipita. Pluralismo non significa avere un conduttore schierato da una parte e un conduttore schierato dall'altra, ma che i conduttori permettano a tutte le opinioni di esprimersi, senza parteggiare per questa o quella. Speriamo che il nuovo governo Draghi riporti la Rai alla sua vera missione".