Leone XIV in America Latina, il viaggio delle sfide: povertà, disuguaglianze e ferite lasciate dai governi e dalla Chiesa

Un Papa nato negli Stati Uniti e cittadino peruviano può essere un ponte tra le due Americhe, in un continente conteso tra Washington e Pechino.

Leone XIV in America Latina, il viaggio delle sfide: povertà, disuguaglianze e ferite lasciate dai governi e dalla Chiesa
Papa Leone XIV
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Antonio Spadaro Modifica articolo

8 Novembre 2026 - 12.01


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Mentre parliamo, a Montevideo è mattino e Leone XIV lascia la Nunziatura. Oggi il suo viaggio in America Latina cambia Paese. Alle due e mezza, ora italiana, celebra la Messa a Florida, nel santuario della Vergine dei Trentatré, patrona dell’Uruguay. In serata atterra a Buenos Aires, e sotto la scaletta ci sarà Javier Milei.


Il Papa è stato operato a un polmone il 13 ottobre. I medici lo hanno lasciato partire per l’America Latina e lui ha voluto farlo.

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È un viaggio di sfide aperte. In Uruguay la Chiesa parla a una società che, per legge, chiama il Natale «Giorno della famiglia» e dove i cattolici sono un terzo della popolazione. Il Papa ha scelto di andare a Casavalle, il quartiere più povero della capitale: la risposta alla secolarizzazione passa da lì, e non solamente dai pulpiti delle chiese.


In Argentina la sfida è la polarizzazione. È il Paese di Francesco, che da Papa non vi tornò mai, in parte per non regalare la visita a nessun governo. Leone arriva da straniero e questo, dicono i giornali di Buenos Aires, può abbassare la temperatura. Ma domani sarà al Cottolengo di Claypole, tra trecento persone con disabilità, mentre i tagli a quel settore dividono il Paese; poi i sindacati, il carcere, Luján. Un editorialista come Carlos Pagni ha detto che, al posto di Milei, avrebbe preferito evitare la visita.


In Perù la sfida è l’instabilità: nove presidenti in dieci anni, oggi Keiko Fujimori con una linea dura sul crimine. Il Papa – che in questo Paese è stato anche vescovo e che è cittadino peruviano – andrà a Pucallpa, in Amazzonia, dove le miniere illegali divorano la foresta e i popoli indigeni. Vi era stato anche Francesco. Poi incontrerà le vittime degli abusi del clero, che avevano denunciato di essere state dimenticate.

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Le prospettive aperte sono due. Un Papa nato negli Stati Uniti e cittadino peruviano può essere un ponte tra le due Americhe, in un continente conteso tra Washington e Pechino. E un Papa che sceglie un quartiere, una casa per disabili, un carcere e un fiume dice dove la Chiesa vuole stare. Sono gli stessi luoghi prediletti del suo predecessore Francesco. Forse il messaggio di questo viaggio va cercato nei luoghi prima che nei discorsi.

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