La settimana scorsa è stata celebrata l’XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, voluta da Papa Francesco. Il tema del Messaggio che Leone XIV le ha dedicato viene dal profeta Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci».
La scelta del versetto dice subito dove il Papa intende portare gli uomini di buona volontà del nostro tempo. La cura del creato viene tenuta insieme alla questione della guerra. Leone ritiene che le crisi umane e la rottura dell’equilibrio della creazione, non siano fenomeni slegati: costituiscono una sola invocazione di guarigione che sale dal nostro mondo ferito.
Conflitti armati e degrado ambientale si alimentano a vicenda: la guerra distrugge ecosistemi, contamina l’aria e l’acqua, mina la sicurezza alimentare; da qui povertà, disuguaglianza, tensioni sociali che preparano nuovi conflitti. Il circolo si chiude e ricomincia. Il Messaggio di fede pone, dunque, una chiara istanza politica.
Verso la fine Leone estende la parola «ecosistema» oltre la biologia: gli ecosistemi affidati alla nostra tutela sono quelli «del creato, delle relazioni umane e del cuore stesso dell’uomo». La desertificazione esterna avanza nella misura in cui si allarga quella interiore.
La radice del conflitto e dello sfruttamento del creato è indicata in una crisi etica e culturale: perdita del senso del limite, desiderio di dominio, ricerca del profitto immediato, incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha dato a ogni persona.
L’attualità del testo sta in una richiesta: Leone invita a immaginare le energie oggi assorbite dalla guerra dirottate verso lo sviluppo umano integrale, il superamento della povertà, la difesa della dignità, la riconciliazione tra popoli divisi. In una stagione in cui i bilanci della difesa crescono in molti Paesi e il riarmo viene presentato come una necessità non discutibile, questa frase chiede un cambio di destinazione delle risorse. E questa richiesta interroga la politica.
Alla sua undicesima edizione, la Giornata del creato si presenta anche come una giornata sulla guerra.
