Ricordando la leggenda: Muhammad Ali, il più grande pugile della storia

Nato il 17 gennaio del 1942 a Louisville. Ricordiamo il suo storico incontro con Sonny Liston, quando ancora si chiamava Cassius Clay

Ricordando la leggenda:  Muhammad Ali, il più grande pugile della storia
Muhammad Ali
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3 Giugno 2023 - 09.38


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Muhammad Ali, prima della conversione all’islam Cassius Clay, è nato il 17 gennaio 1942. Sono passati ormai molti anni dalla morte del più grande pugile della storia, in seguito a un ricovero in ospedale per quella che sembrava una banale polmonite. Era il 3 giugno 2016.

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L’ex pugile, da molti considerato il più grande campioni di tutti e stella olimpica a Roma 1960 nella categoria dei mediomassimi, è comparso in pubblico l’ultima volta nel settembre del 2014 nella sua città natale, Louisville (Kentucky), per partecipare alla cerimonia dei “Muhammad Ali Humanitarian Awards”, durante la quale però non ha preso parola.


Tre volte campione del mondo, Clay è uno degli ex pugili più famosi del mondo, tra i più apprezzati sportivi di tutti i tempi. La sua storia nel 2001 ha affascinato pure il regista Michael Mann che ha scelto Will Smith per interpretare il lottatore. E in effetti la vita di Ali è perfetta per un film. Nel corso dei funerali del campione, fu Will Smith a portare la bara. 

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Al di là dei record sportivi – ha detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un’ultima breve parentesi ancora nel 1978 – è noto anche per la sua conversione all’Islam, per avere rifiutato di combattere nella Guerra del Vietnam, per la sua amicizia con Malcolm X. Affetto dalla sindrome di Parkinson, negli ultimi anni ha dedicato il suo tempo ad attività benefiche.


L’incontro con Sonny Liston 
Nonostante la carriera di Ali sia sconfinata, l’incontro per il quale è più famoso (ma non il suo migliore, a detta degli esperti), è stato quello del 25 febbraio del 1964 con Sonny Liston, che la rivista Sport Illustrated ha inserito nella lista degli eventi sportivi più iconici del XX secolo. 


Liston era una leggenda nera della boxe ed era considerato il miglior peso massimo di sempre. Nessuno aveva il coraggio di affrontarlo, anche a causa della sua storia: aveva imparato a boxare in carcere dove era rinchiuso per rapina a mano armata e lavorò come sgherro di Frankie Carbo, un killer della mafia della famiglia Lucchese.
Cassius Clay invece aveva appena 22 anni, era ancora semisconosciuto nonostante avesse vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960. Nessuno avrebbe scommesso su di lui, nemmeno Liston, che infatti praticamente non si preparò per l’incontro. 

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L’incontro durò sette round e alla fine Liston si arrese: completamente sfiancato, abbandonò il ring e Clay alzò i guantoni al cielo in segno di vittoria e urlò “I’m the Greatest” (Sono il più grande). Quello fu il vero inizio della sua leggenda.

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