Il presidente del 118 sul caso Eriksen: "Necessario insegnare alla gente le manovre salvavita"
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Il presidente del 118 sul caso Eriksen: "Necessario insegnare alla gente le manovre salvavita"

Mario Balzanelli spiega l'importanza dell'intervento immediato: "Necessario che lo Stato formi larghi settori della popolazione"

Mario Balzanelli
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13 Giugno 2021 - 09.05


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Mario Balzanelli, presidente nazionale del 118, ha parlato dell’importanza di insegnare a quanta più gente possibile, all’interno di tutti gli ambienti lavorativi e scolastici, le manovre salvavita del primo soccorso usando il caso Eriksen come esempio concreto.
“Il soccorso immediato ed appropriato assicurato poche ore fa sul campo ad Eriksen ha fatto la differenza tra la vita e la morte. Un massaggio cardiaco immediato ad una vittima di arresto cardiaco improvviso, attivato entro i primi 90 secondi, e la scarica erogata da un defibrillatore entro i primi 5 minuti hanno significative probabilità di salvare la vita senza esiti neurologici invalidanti”.
Ha poi aggiunto: “Auguriamo ad Eriksen la più pronta e completa guarigione. E auspichiamo, contestualmente, con massima urgenza, il decollo istituzionale “intensivo” di ogni percorso di formazione-addestramento della popolazione nazionale in tema di conoscenza teorico-pratica delle manovre salvavita del Primo Soccorso, in tutti gli ambienti di vita e di lavoro, ma particolarmente a partire dagli anni della formazione scolastica”.
Il presidente del 118 ha quindi sottolineato la necessità di attuare l’articolo 1, comma 10 della Legge 107/2015, che prevede l’insegnamento delle manovre salvavita agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado.
“Riteniamo di estrema importanza da parte dello Stato attivare, dopo ben 27 anni, questa svolta sostanziale di civiltà che riguarda la vita di noi tutti, e consentire finalmente a chiunque si trovi di fronte a un arresto cardiaco (dopo 3-4 minuti dall’insorgenza le lesioni cerebrali diventano irreversibili), di saper mettere correttamente due mani sul torace e di poter disporre in tempi brevissimi di un defibrillatore – ha concluso – si tratta di salvare innumerevoli vite, di qualunque fascia d’età, ogni giorno, ovunque, come la storia di Eriksen dimostra con estrema chiarezza, vite che diversamente continueranno, dati alla mano, a spegnersi”.

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