L'esaminatore indagato di Suarez si difende: "Sapeva coniugare i verbi"

Lorenzo Rocca, indagato per aver certificato il livello B1 al giocatore, ha riferito come "ad ascoltarlo eravamo in due" e che "non c'è stata alcuna sudditanza psicologica".

Suarez

Suarez

globalist 24 settembre 2020

“Quel riferimento al fatto che Suarez parlasse solo per verbi all’infinito non corrisponde a quello che abbiamo constatato. Non l’ho sentito solo con le mie orecchie gli esaminatori sono sempre in due, e in due abbiamo sentito più volte il candidato coniugare correttamente i verbi”. A dirlo è Lorenzo Rocca, l’esaminatore indagato per aver falsificato il livello di lingua italiana dell’uruguaiano Luis Suarez. Rocca ha certificato il giocatore con un livello B1, nonostante la collega Stefania Spina sia stata intercettata nel dire come “non spiccica una parola” della lingua italiana. “Questo punto è molto importante. Ma è anche un punto centrale dell’indagine e non posso rispondere. L’ho fatto, ma davanti al pm”, dice l’esaminatore.


Alla domanda sulle anticipazioni delle domande fornite al candidato, Rocca ha risposto che esistono “esempi di materiale d’esame tranquillamente disponibile su internet” e che il voto di 3 (ovvero la sufficienza) attribuito in tutti i campi è stato fatto per “portare avanti il lavoro. Cioè volevamo preparare in anticipo il certificato per non perdere tempo una volta sostenuto l’esame. Poiché immaginavamo assembramenti di giornalisti e curiosi, volevamo evitare di perdere tempo in mezzo alla calca delle persone e così ho detto d mettere tutti 3, cioè la sufficienza, giusto per avere pronto il certificato. Il voto poi avremmo potuto cambiarlo”.
Per Rocca non c’è stata nessuna sudditanza psicologica nei confronti della Juventus (“io sono della Roma”, confessa). “Quando mi hanno notificato l’atto di perquisizione mi è preso un colpo. Io non ho mai avuto guai con la giustizia, al massimo ho preso qualche multa”. L’inchiesta, continua il professore, “non è una cosa da prendere a cuor leggero. Ma sono comunque sereno perché so di non aver commesso illeciti. Mi spiace per la mia famiglia, per i miei figli che sono ancora dei ragazzi. Ieri alla loro scuola non si parlava d’altro”.