Salvini attacca Balotelli e ridimensiona il problema razzismo negli stadi

Secondo l'ex ministro "l'Italia ha ben altri problemi che Balotelli". Peccato che il razzismo nel calcio stia uscendo ormai dai confini della serie A

Salvini e Balotelli

Salvini e Balotelli

globalist 9 novembre 2019
"L'Italia ha altri problemi" che i cori razzisti verso Balotelli. Così Salvini liquida ancora una volta la questione dei cori verso il giocatore del Brescia avvenuti ormai una settimana fa a Verona e da allora al centro di una gigantesca polemica che non accenna a diminuire. 
I cori a Balotelli sono solo un esempio della malattia razzista che affligge il calcio italiano. La polemica è montata sia per la conclamata violenza e arroganza della curva dell'Hellas Verona, di gran lunga la più nera d'Italia, sia per la generale antipatia - bisogna dirlo - che suscita il personaggio di Balotelli, inviso a moltissime tifoserie come ha dimostrato la curva del Brescia, che ha difeso gli avversari del Verona dando la colpa proprio al suo giocatore. 
E Salvini non è da meno, tanto da ridurre il gigantesco problema del razzismo nello sport a un'antipatia personale contro un singolo individuo: "Povero innocente Balotelli, povera stellina, una personcina cosi' posata ed educata... Condanno ogni gesto di violenza e di razzismo però preferisco altri in campo, a Balotelli".
Ecco, in questa affermazione è tutto sbagliato: sia quel 'però' che segue il 'condanno il razzismo' (una nuova versione del 'non sono razzisma ma'), sia la conclamata ostilità nei confronti di Balotelli che riduce il problema a una scaramuccia calcistica di poco conto. E invece, come ben sappiamo, il problema del razzismo nel calcio si sta espandendo anche fuori dai confini della serie A. Fino ad arrivare alle squadre giovanili, con due episodi di insulti razzisti, stavolta senza possibilità di dubbio, rivolti a due giocatori giovanissimi.