Erdogan se la prende anche con la Uefa: "Ci discriminano per il saluto militare"

Il presidente turco voleva che anche il mondo dello sport dimostrasse solidarietà per l'invasione delle terre curde: "Campagna di linciaggio sistematica"

La nazionale turca

La nazionale turca

globalist 7 novembre 2019
L’invasione di un paese straniero, i curdi massacrati e numerosi crimini di guerra. E la nazionale - un po’ come ai tempi di Mussolini - di fatto costretta a fare il saluto militare, che in Turchia è un simbolo di appoggio alla guerra.
La Turchia, va detto, nel quale chiunque criticasse l’aggressione di Erdogan alla Siria finiva sotto processo come traditore della patria o complice dei terroristi.
E adesso siamo al colmo: il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha contestato alla Uefa atteggiamenti discriminatori nei confronti dei calciatori della nazionale e di altre squadre della Turchia, per il saluto militare compiuto durante le partite. ''Quando si tratta di atleti turchi, cambia l'atteggiamento'' della Uefa, ha detto Erdogan nel corso di una conferenza stampa prima di partire per Budapest per partecipare al quarto Consiglio di cooperazione strategica Turchia-Ungheria.
Quello compiuto dai calciatori, ha detto Erdogan, è un gesto di solidarietà nei confronti dell'esercito e un'azione della Uefa, che ha parlato di ''comportamenti politici provocatori'', rappresenta "un evidente atto illegittimo".
Erdogan ha aggiunto che gli atleti turchi che rappresentano il loro Paese all'estero hanno dovuto affrontare una "campagna di linciaggio sistematica" da quando le forze armate di Ankara hanno dato il via all'operazione militare in Siria il 9 ottobre scorso.
E chi in Turchia si è opposto è finito in galera. O no?