Niente biglietti per Juve-Napoli a chi è nato in Campania: la discriminazione arriva al botteghino

La società bianconera ha pubblicatoi sul suo sito le regole per la vendita dei biglietti per la partita. La questura di Torino si dissocia dall'iniziativa

I biglietti di Juventus-Napoli viatati ai nati in Campania

I biglietti di Juventus-Napoli viatati ai nati in Campania

globalist 8 agosto 2019

“Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani…” Lo cantava l’indipendentista padano Matteo Salvini, prima di travestirsi da nazionalista italiano spostando il razzismo più a sud del Po, ossia verso africani e musulmani.
Ora, però, la barriera nord-sud sembra si sia rialzata. E dato il clima non c’è da meravigliarsi, perché in occasione di Juventus-Napoli sul sito ufficiale dei campioni d'Italia è stato annunciato, per quella gara, che il divieto di vendita dei biglietti sarà esteso anche a chi è nato nella Regione Campania. 
Una restrizione mai avvenuta prima (nelle ultime due stagioni l’unica condizione ostativa era la residenza in Campania), che ha mandato su tutte le furie i tifosi azzurri residenti al centro-nord e sui social è subito montata la polemica. 
La Juventus però ha confermato la linea e attraverso una nota pubblicata sui propri canali social conferma che la vendita dei biglietti per Juventus-Napoli è vietata a chi è nato in Campania. 
La Questura di Torino prende le distanze. La Questura di Torino, che attraverso un comunicato stampa ha negato ogni accordo con la Juventus in merito alla questione e ha specificato anzi che "non ha mai concordato tale decisione con la società sportiva né intende condividerla".
Sorrentino: "Grave discriminazione" - "La notizia da parte della società calcistica juventina di vietare la vendita dei tagliandi per la partita Juve-Napoli, in programma sabato 31 agosto, a chi è nato in Campania ha tutta l'aria di essere una scelta di discriminazione territoriale e sociale. È molto grave che una società sportiva selezioni il pubblico pagante sulla scorta di un fattore arbitrario legato al luogo di nascita": lo afferma la delegata all'Autonomia della Città, Flavia Sorrentino. 
"Il comunicato diramato dalla Questura di Torino in cui si afferma che la scelta non è stata né concordata né condivisa è un ulteriore elemento che fa riflettere sulle motivazioni che sono alla base di tale decisione. Essere nati a Napoli, essere cittadini campani non è un marchio di disonore né un elemento per cui prendere provvedimenti restrittivi. A meno che non si voglia sdoganare definitivamente o dare liceità ad un messaggio razzista che ha l'intento di colpire i meridionali che vivono e
lavorano a Torino. Porremo questo ed episodi analoghi all'attenzione dell'Osservatorio Difendi la Città, il cui bando di selezione per i componenti è pubblico e ancora aperto."