Decathlon mette in vendita l'hijab da corsa e la Francia impazzisce: minacce e insulti ai dipendenti

L'azienda di abbigliamento sportivo si è vista costretta a ritirare il prodotto: anche la politica francese ha aspramente criticato l'hijab da corsa

Una donna con l'hijab

Una donna con l'hijab

globalist 26 febbraio 2019

È scoppiata una grossa polemica in Francia legata alla decisione (ora revocata) del marchio di abbigliamento sportivo Decathlon di mettere in commercio un hijab - il velo indossato dalle donne islamiche - 'da corsa': l'hijab Kalenji (che è la gamma run del marchio Decathlon) lasciava il volto scoperto e risconoscibile, cosa obbligatoria per legge in Francia, e secondo quanto affermato da Decathlon permetteva di "rendere lo sport accessibile a tutte le donne nel mondo", cosa che è "un impegno di società". 
Ma le reazioni della politica francese, sensibilissima sull'argomento, non sono state quelle sperate, da ambo le parti: Agne's Buzyn, ministra della Sanità, ha spiegato che "pur trattandosi di un prodotto non proibito dalla legge, rappresenta però una visione della donna che non condivido e avrei preferito che un marchio francese non promuovesse il velo". 
Anche la portavoce de La Republique En Marche, partito di Macron, è stata durissima: "Lo sport emancipa, non sottomette. La mia scelta di donna e cittadina sarà quella di non dare più fiducia a un marchio che ha rotto con i nostri valori. Chi tollera le donne nello spazio pubblico solo quando si coprono non ama la libertà".
Roxana Maracineau, ministra dello sport, è stata invece l'unica più comprensiva: "un'azienda privata può fare ciò che vuole. L'hijab da jogging è un indumento accettabile, considerato anche che "la pratica sportiva può favorire l'integrazione sociale".
Ovviamente i più radicali sono stati i membri di Rassemblement National di Marine Le Pen: "è una nuova intrusione del comunitarismo islamico nello spazio pubblico". 
Le polemiche da praticamente tutte le donne protagoniste della politica francese hanno infine spinto Decathlon a ritirare la vendita dell'hijab. Con un post su twitter, l'azienda ha invitato alla calma e ha raccontato di insulti e minacce ai propri dipendenti. Da qui la decisione di sospendere la vendita, per "ganrantire la sicurezza dei nostri lavoratori".