Roma umiliata, la rabbia di Carlo Verdone: "Pallotta pensa solo alle plusvalenze"

La sconfitta pper 7-1 contro la Fiorentina non è andata giù al popolo giallorosso e anche al regista: "Abbiamo venduto i pezzi pregiati"

Fazio e Di Francesco

Fazio e Di Francesco

globalist 31 gennaio 2019

Un’umiliazione che resterà nella storia anche se le sconfitte per 7-1 sono una triste abitudine per i giallorosso.
E il popolo giallorosso non l’ha presa bene: “Stamattina vorrei solo prendere una sedia e tirarla in testa a qualcuno''.


A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, un Carlo Verdone inviperito ha esordito così alla domanda sull'ultima partita della sua Roma, ieri, che ha visto i giallorossi uscire sconfitti contro la Fiorentina per 7-1 in Coppa Italia. "Si, con un punteggio ultra tennistico. La Roma è la squadra dei treni persi, il 7 è un numero sfortunato per noi''.


Come ha vissuto la partita? ''Al 3° gol ho iniziato a vedere la partita con estremo distacco, ho iniziato a chattare con qualche 'collega' romanista. Al 7° gol mi sono alzato a sono andato a cena, ero a casa di amici. Ma c'era chi, come Enrico Vanzina, al 4° gol si è alzato, è uscito, ha preso la macchina e se ne è andato via, non ci ha nemmeno salutato''.
"Come spiego questa debacle clamorosa? Voglio bene a Di Francesco ma non riesce a formare il gruppo, la squadra non può esser così bipolare -ha aggiunto Verdone- ti lascia a bocca aperta per poi esser assente la partita successiva. C'è una spaccatura nello spogliatoio, è evidente, solo un cretino direbbe di no. E probabilmente è tra giocatori giovani e più anziani''.
Cambiato l'allenatore? Qualcosa va cambiato ma non devo esser io a dirlo. Ma le colpe partono da lontano: quando si fanno acquisti tipo Pastore, boh...O Zonzi, che non si sa chi sia, oppure Marcano, altro giocatore normalissimo. E poi Coric e Bianda..ma chi abbiamo preso? Se facciamo una formazione coi giocatori che abbiamo venduto esce fuori una delle prime tre squadre del mondo. A Cominciare da Lamela, passando per Pjanic...Colpa di Pallotta? Se non si sbrigano a dargli un ok per lo stadio, Pallotta sarà sempre così: penserà alle plusvalenze. Spero -ha spiegato il regista- che si decida un'area dove fare questo stadio e si faccia, cosi almeno questo Presidente avrà una motivazione in più''.
"Se si cambiasse l'allenatore, come vedrei Paulo Sousa? E' una persona seria ma io non voglio andare contro a Di Francesco. Però col Milan bisogna fare una bella partita, anche se quelli hanno Piatek...", ha concluso Verdone.