Ridateci l'arbitro, quello con le corna

Da quando è stata introdotta la cosiddetta "moviola in campo", le ingiustizie si sono moltiplicate in modo esponenziale, e lo "spettacolo calcio" è diventato un frustrante coitus interruptus

La Var sui campi di calcio

La Var sui campi di calcio

David Grieco 30 dicembre 2018
Il 2018 si sta esaurendo e come al solito si tirano le somme in attesa dell'anno nuovo. Dopo la cosiddetta manovra del cambiamento che ha puntualmente spazzato via le tante, vane promesse sparate a casaccio in campagna elettorale, l'Italia appare oggi come un paese alla deriva dove non funziona più niente.
Fra i tanti disastri, si segnala anche la grave crisi della più importante fabbrica di distrazione di massa: il calcio.
Con l'arrivo di Ronaldo alla Juventus, il campionato di calcio di serie A è finito ancor prima di cominciare. Troppo evidente e macroscopico il divario tra la Vecchia Signora e le altre squadre.
Ma c'è di peggio. Il peggio si chiama Var.
Da quando è stata introdotta la cosiddetta "moviola in campo", gli errori e le ingiustizie si sono moltiplicate in modo esponenziale, e lo "spettacolo calcio" è diventato un frustrantissimo coitus interruptus. Le partite si fermano all'improvviso, tutti attendono le decisioni fatali di un numero incalcolabile di arbitri, e il rigore, vero o presunto, è diventato, nella testa dei giocatori e degli spettatori, l'unico modo di risolvere la contesa sportiva.
L'ultima giornata di campionato è stata letteralmente surreale. In una sola partita, Udinese-Cagliari, ci sono state più di una mezza dozzina di interruzioni, in un'altra partita, Juventus-Sampdoria, sono stati assegnati due rigori inesistenti (uno per parte, fortunatamente), in Lazio-Torino è stata premiata una simulazione clamorosa, in altre tre partite sono stati ignorati falli piuttosto evidenti che richiedevano la massima punizione.
I sostenitori del Var dicono che funzioni, anzi risulti infallibile, se c'è da applicare la regola del fuorigioco e se c'è da verificare se la palla sia entrata oppure no. Ma se il fuorigioco è veramente millimetrico e l'occhio umano non può constatarlo, anche questo a mio avviso snatura lo sport più popolare del mondo. Per non parlare della palla che ha varcato la riga oppure no. In Roma-Sassuolo di qualche giorno fa, la palla era entrata tutta intera in porta, ma il dispositivo non lo segnalava perché pare sfiorasse ancora la riga, anche in questo caso in un modo impercettibile che l'occhio umano non può umanamente registrare.
Poche ore dopo, sarebbe bastato guardare l'incontro di Premier League tra Liverpool e Arsenal per rinunciare per sempre a vedere le partite del calcio italiano. Nella Premier come nella Champions il Var pare verrà introdotto l'anno prossimo. Nella prossima stagione ne vedremo delle belle, perché i tifosi inglesi sono un pubblico esigente, rude e leale, che non piagnucolano sempre come i loro omologhi italiani, che se ne infischiano di subire un gol in leggero fuorigioco o un rigore causato da una svista dell'arbitro.
Di chi è la responsabilità dell'attuale disastro del calcio italiano?
Di nessuno, ovviamente. Troppi galli a cantare, e ognuno se la canta per conto suo. L'arbitro in campo vede qualcosa di sospetto, quelli seduti davanti alla moviola no, oppure viceversa.
Paradossalmente, la tecnologia ha introdotto una soggettività che più soggettiva non potrebbe essere. Ogni arbitro oggi può affermare e dimostrare di essere stato ingannato da un suo collega. Pertanto, nessuno ha intenzione di prendersi nessuna responsabilità, e la responsabilità è puntualmente pertinenza di nessuno.
Il calcio è da sempre metafora della vita. Specchio fedele della situazione in cui ci troviamo, lo è anche in questi tempi grami. Le responsabilità del resto oggi le scansano e le ignorano tutti: governanti, ministri, forze dell'ordine, privati cittadini. E ora anche gli arbitri.
Parlando solo di calcio, non so voi ma io rimpiango gli "arbitri cornuti" di una volta. I Lo Bello, gli Agnolin, i Casarin e i Collina prendevano anche loro decisioni sbagliate ma se ne assumevano per intero la responsabilità e sapevano di dover affrontare i tifosi a testa alta tutte le volte che uscivano di casa.
Chiedo alla Befana di restituirci gli "arbitri cornuti", per cortesia. Altrimenti temo che lo sport più popolare del mondo esalerà presto il suo ultimo respiro.