Koulibaly è un uomo: i fascio-razzisti che fanno buu e organizzano agguati no

Negli scontri contro i tifosi del Napoli coinvolti estremist del gruppo Lealtà e Azione. Il Gip ha parlato di espressione tra le più brutali di una 'sottocultura sportiva di banda'

Bambini solidarizzano con Koulibay dopo i cori razzisti

Bambini solidarizzano con Koulibay dopo i cori razzisti

globalist 30 dicembre 2018

Quello che è accaduto è una vergogna. Perché non si è trattato solo di buu e cori razzisti, si è trattato del fascismo applicato al calcio secondo un metodo più volte sperimentato da gruppi e gruppuscoli di estrema destra, in questo caso da Lealtà e Azione.
E così oggi sappiamo che lo scontro organizzato prima di Inter-Napoli in cui sono rimasti feriti almeno quattro tifosi partenopei e che è costato la vita all'ultrà Daniele Belardinelli, travolto da un auto, sono "espressione tra le più brutali di una 'sottocultura sportiva di banda' che richiama piuttosto, per la tecnica usata, uno scontro tra opposte fazioni politiche".
Lo ha detto il Gip Guido Salvini nel provvedimento con cui convalida l'arresto dei tre interisti già in carcere a San Vittore.
Ma per fortuna chi ama lo sport e il calcio è capace di prendere le distanze. Come questi bambini che conoscono la differenza tra razzismo e umanità.



Koulibaly è un uomo. Non sappiamo, al contrario, come definire chi fa i buu o i cori razzisti.