Doping, quattro anni di squalifica a Filippo Magnini. E lui sbotta: "sono incazzato nero"

L'ex nuotatore azzurro riconosciuto colpevole per 'uso o tentato uso di sostanze dopanti': "è una sentenza che era già scritta, faremo sicuramente ricorso"

Filippo Magnini

Filippo Magnini

globalist 6 novembre 2018

La prima sezione del Tribunale nazionale antidoping (Tna) ha squalificato per 4 anni Filippo Magnini. L'ex nuotatore azzurro è stato riconosciuto colpevole di aver violato l'articolo 2.2 del codice Wada, quello che riguarda l'uso o tentato uso di sostanze dopanti. L'accusa aveva chiesto otto anni di stop.
Il due volte campione del mondo dei 100 stile libero di Montreal e Melbourne potrà ora ricorrere in appello ed in ultima istanza al Tribunale sportivo (Tas) di Losanna. Magnini, prosciolto dalla giustizia penale che aveva archiviato il caso, si è sempre professato innocente. Il nuotatore, che si è ritirato un anno fa, nel corso della sua carriera non è mai risultato positivo.
"E' una sentenza che era già scritta - ha commentato Magnini - e per questo sono incazzato nero. Il procuratore Laviani mi ha detto al processo, sbattendo i pugni sul tavolo: 'Basta, ormai questa è una questione personale'. Parliamo di un accanimento, di una forzatura. Non ci sono prove, anzi le prove dimostrano il contrario. Faremo sicuramente ricorso".