Ironizza su Serena Williams e finisce sotto accusa: vignetta razzista

Il fumettista australiano Mark Knight ha scatenato un proprio putiferio sul web per una rappresentazione stereotipata degli afroamericani con i labbroni.

La vignetta su Serena Williams

La vignetta su Serena Williams

Globalsport 11 settembre 2018Globalsport

Razzismo? Sessismo? Una vignetta sulla finale femminile degli Us Open pubblicata il 10 settembre sull'Herald Sun e firmata dal fumettista australiano Mark Knight ha scatenato un vero e proprio putiferio sul web.


Nel cartoon in questione, un'arrabbiatissima Serena Williams - dai tratti somatici vistosamente esagerati - salta a più non posso sulla sua racchetta. Sullo sfondo una giocatrice bionda parla con l'arbitro che le dice: «Ma non puoi semplicemente lasciarla vincere?».


A indignare una vasta platea di persone è stata soprattutto la caricaturizzazione della Williams che ricorda fortemente un'estetica di rappresentazione degli afroamericani denominata "sambo" e molto popolare nei primi anni del '900. Persone di colore dai labbroni enormi, le teste squadrate e i capelli crespi erano onnipresenti nelle vignette satiriche razziste che accompagnavano i lunghi anni del "Jim Crow" americano.


Condanna anche da parte di Bernice King, figlia di Martin Luther King, che ha definito la scelta dell'Herald Sun come «infelice», puntualizzando: «quel tipo di estetica ha una storia triste e dolorosa alle spalle ed è ancora base del razzismo attuale, come si fa a non pensarci?»


Knight, dal canto suo si è dapprima difeso: «Non ho idea di che stiano parlando, non ho mai visto nessuno dei cartoon che citano questi qui. Secondo me si stanno inventando tutto. Di sicuro non toglierò dal web la vignetta, è stata disegnata in Australia non c'entra niente con l'America». Dopo di che, dopo la pressione del web, ha disattivato tutti i suoi account social.


Dal canto suo l'Herald Sun ha dichiarato che l'edizione di mercoledì verrà dedicata alla tematica satira e libertà d'espressione con il titolone a caratteri cubitali: «Benvenuti nell'era del Pc»