La Catalogna vince il derby con la Spagna: Real Madrid 0 Barcellona 3

Dopo la vittoria degli indipendentisti alle regionali, la sfida è passata sul terreno calcistico...

Lionel Messi trionfa al Bernabeu

Lionel Messi trionfa al Bernabeu

globalist 23 dicembre 2017

Tre gol per il Barcellona; zero per il Real Madrid. Tutto qui? No, perché i blaugrana hanno messo le mani sulla Liga e, a questo punto, e solo con un crollo che, al momento, appare improbabile, potrebbero fare rientrare in gioco i blancos, oggi staccati di 14 punti, ma con una partita da recuperare. Ma ci sono altri numeri da guardare. Come le reti perchè il Barcellona ne ha fatte 45 e subite 7, mentre il Real Madri ne ha segnato 30 e subito il doppio dei rivali, cioè 14.


Una partita impotantissima per la stagione ed anche perchè, oltre al significato sportivo, c'era anche quello ''politico''. Tanto che il Barcellona - simbolo degli indipendentisti catalani - s'è vista sbandierare davanti, al suo ingresso in campo al Bernabeu, tanti vessilli nazionali, come a dire: qui sono gli unionisti a comandare. Forse sugli spalti, perchè sul terreno di gioco, la lezione impartita dai blaugrama è stata durissima.


Forse il primo a doversene fare carico è Zinedine Zidane che ha scelto di lasciare fuori Isco, il giocatore più in forma e forse un po' stanco, per mandare a sostituirlo Kovacic e mai scelta fu più foriera di guai. Il croato ha sbagliato tutto o quasi e l'errore gravissimo sul primo gol, dettato dal terrore delle giocate di Messi, ha spianato la strada verso la sua porta ed alla segnatura di Suarez.
Di Lionel Messi è inutile parlare perchè anche oggi ha incantato, insegnando calcio al mondo. E' stato forse davanti alla forma stellare ''10'' del Barcellona che il Real Madrid, che pure aveva cominciato a spron battuto, si è sciolto, liquefatto, vaporizzato. E con il montare della differenza tra le due squadrte è aumentato anche il nervosismo, con cui non c'entra l'espulsione di Carbajal sostituitosi al portiere.


Non parliamo di Cristiano Ronaldo, che ha cominciato a protestare già dall'ascensore di casa sua, ma al quale oggi evidentmente era stata concessa licenzia di avercela con tutti e di sottolineare i suoi appunti all'arbitro ricordando al direttore di gara, Sanchez Martinez, alcuni (presunti) trascorsi di strada della madre. Ma anche i suoi compagni non hanno eccelso per autocontrollo. A cominciare da Sergio Ramos che ce l'ha messa tutta per farsi espellere, non riuscendovi nemmeno quando ha mollato un ceffone a Suarez, comunque maestro nel provocare.
Comunque uno 0 a 3 al Santiago Bernabeu deve andare in bacheca, anche se ormai il Barcellona si sta abituando (quello di oggi è il terzo Clasico che vince in casa madrinista). E chissà come sta sghignazzando Piquè, catalano tutto cuore e indipendentista convinto, beccato dal pubblico ad ogni tocco di palla.