Riparte l'Nba con la sconfitta dei Warriors ed il dramma di Hayward

Nella partita con i Cavaliers, il giocatore di Boston si sbriciola una caviglia. Forse per lui stagione già finita. Un immenso LeBron James porta Cleveland alla vittoria.

L'infortunio di Gordon Hayward

L'infortunio di Gordon Hayward

Diego Minuti 18 ottobre 2017

Riparte l'Nba con la sorpresa Houston che rovina la festa dei Golden State Warriors, espugnando la Oracle Arena di Oakland, nella sera in cui sono stati consegnati gli anelli tempestati di brillanti, simbolo pacchiano della vittoria dello scorso campionato. Ma a tenere banco, purtroppo, è il gravissimo infortunio di Gordon Hayward, ala dei Boston Celtics, che, dopo poco più di cinque minuti della partita a casa dei Cavaliers, in una azione sotto il canestro di Cleveland, si è letteralmente spezzata la gamba sinistra. Le immagini, passate solo una volta sulle televisioni e poi subito non riproposte, sono state drammatiche, con il giocatore dei Celtics ad urlare di dolore e tutti i giocatori (sia i compagni di squadra che i Cavaliers) sotto shock per parecchi minuti.

Per Hayward, arrivato a Boston da Utah e voluto fortemente da coach Stevens, si prospetta una lunghissima assenza, forse addirittura per l'intera stagione
Comunque, le due partite di inizio stagione hanno dato un assaggio di quello che sarà questa lunghissima ricorsa sino a giugno, mese deputato alle finali. Come era nell'aria, LeBron James si è presentato al cancelletto di partenza in forma stratosferica, nonostante un malanno ad una caviglia. Ha dimostrato di essere ancora una spanna e più sopra gli altri, con un assoluto controllo di quel che accade in campo, dove è lui a dettare i tempi e i passaggi, a difendere ed attaccare, con un Tyrone Lue, allenatore di Cleveland, sempre più lontano dall'essere, come da regola, quello che decide e comanda. A LeBron manca solo di controllare le luci, vendere pacchetti di noccioline e ballare con le cheerleaders per fare veramente tutto. Anche se questo non significa che resterà a Cleveland, magari preferendo andare a giocare nella Western conference, per fare il miracolo a Los Angeles, sponda Lakers, vestendo la maglia gialloviola, dai colori un po' troppo appannati da qualche anno a questa parte.
Il resto della squadra è stata un cast di supporto, anche grazie ad una panchina profondissima e ad un quintetto rinnovato, che ha consentito di schierare accanto a James giocatori di esperienza e solidità, quali Derrick Rose, Dwayne Wade, Jae Crowder.
Dall'altro lato, il grande 'traditore' Kyrie Erwing, tornato per la prima volta a Cleveland dopo il suo passaggio in estate a Boston. Solita partita la sua, con una grande produzione offensiva e non altrettanta efficacia in difesa.
Campanello d'allarme, invece, in casa Warriors, che hanno cominciato come peggio non potevano, incappando in una sconfitta con Houston che forse va oltre il semplice risultato. Come accadeva anche in passato, Curry, Durant e compagni sono capaci di regalare un basket celestiale così come di addormentarsi, dando agli avversari tempo e modi per recuperare, in forza di sostanziosi parziali. Un autocompiacimento sin troppo evidente che sicuramente ha fatto imbestialire Steve Kerr che deve lavorare per fare entrare l'umilta tra le altre doti dei guerrieri della baia.