Steph Curry: alla Casa Bianca per incontrare Trump? Non ci penso nemmeno

Il leader dei Golden State Warriors ribadisce il suo no: non mi piace quel che il presidente dice e come si comporta. La squadra deciderà con una votazione se andare a Washington

Stephen Curry

Stephen Curry

globalist 23 settembre 2017

Nel giorno in cui insulta in modo volgare i giocatori di football che non onorano l'inno nazionale, il presidente Trump riceve un fragoroso schiaffo morale da Stephen Curry, stella dei Golden State Warriors, vincitori dell'ultimo campionato di basket professionistico, che ha ribadito che non ha alcuna intenzione di andare alla Casa Bianca per onorare il titolo, una tradizione che si è consolidata nel tempo. Stephen Curry, con Kevin Durante, è la stella della squadra e uno dei leader dello spogliatoio.

''Andare alla Casa Bianca da Trump? Io non voglio andarci” ha affermato Curry, che già in estate aveva espresso il suo punto di vita. ''Non ho cambiato idea - ha detto -. Naturalmente non si tratta solo di me, si tratta della squadra e della franchigia. È strano, ma non so cosa dire perché non so se andremo o no, ma la mia idea è chiara e spero che possa essere un segnale per il cambiamento. Quello che il nostro presidente dice e il modo in cui mi comporta non mi piacciono. Se la cosa verrà messa alle votazioni il mio sarà un 'no'''. Le parole di Curry sono arrivate nel giorno in cui i Golden State Warriors hanno cominciato la preparazione in vista del prossimo campionato.
Per i doveri legati al suo ruolo, la posizione del general manager Bob Myerse è più diplomatica in merito alla visita alla Casa Bianca: “Non so ancora se andremo o no: sicuramente faremo una riunione con la dirigenza, con coach Kerr e con i giocatori, con quelli che sono d’accordo alla visita e con chi non lo è. Non c’è una scadenza. Informerò tutti quando sarà il momento, ma certamente quel momento non è ora''.