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Lazio, che disastro! Le Pagelliadi

Una Lazio senza capo né coda ha perso malamente contro la squadra più in confusione del campionato, l’Inter.

Lazio che disastro!

Francesco Troncarelli

22 Maggio 2017


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6+ a Nembo Keita

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Una Lazio senza capo né coda ha perso malamente contro la squadra più in confusione del campionato, l’Inter. E questo la dice tutta sull’approccio dei biancocelesti all’ultima partita in casa che avrebbe invece meritato una passerella migliore. Il vantaggio iniziale aveva illuso un po’ tutti, ma il ritorno dei nerazzurri e soprattutto i ripetuti sbandamenti del reparto difensivo e le tante decisioni sbagliate e fiscali dell’arbitro (due rigori negati e Lazio è rimasta in 9), hanno indirizzato il match verso la disfatta. Copertina d’obbligo al Balde giovine per il gol, l’ennesimo di una grande stagione. Tutto il resto è disastro.

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6 a chiedimi se sono Felipe

Dynamic 1

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quel capello riccio e folto che lo fa tanto Pasquale Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone”, il “Turista per caso” è riuscito a dare una certa continuità alle sue giocate e progressioni. Intendiamoci, niente di che, tipo le battute di Fabio Volo da Fazio che fanno ridere solo la Berti, ma almeno in tanta nullità, sono state le uniche certezze su cui aggrapparsi per un’improbabile recupero. Il guaio è che mancava Orietta a dargli una spinta.

6- a c pienz tu Cirù? (cit. Gomorra)

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Se quella bomba scagliata al 57° invece di cogliere la traversa avesse gonfiato la rete, sarebbe venuto giù l’Olimpico. E invece so’ venuti giù solo moccoli in quantità industriale.

6- all’Ispettore Vargic (Settimana Enigmistica)

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Certo, ne ha presi tre, ma paradossalmente è incolpevole. Né più né meno di Carlo Conti per i vestiti della Tatangelo ai “Migliori anni”.

5 e mezzo a Biglia R. Dino

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E’ rientrato nei ranghi, come un Gigi Marzullo qualsiasi. Il solito compitino che è servito poco alla causa e che non ha prodotto ovviamente miracoli. Errata corrige, uno l’ha compiuto: ha fatto risorgere il Biscione come Lazzaro.   

5+ a veni, vidi, Lulic al 71°

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Se anche l’Eroe del 26 maggio è uscito malconcio (in tutti i sensi) da questa sconfitta, vuol dire che la serata è stata proprio no. Tipo quella di Alfano dopo l’ennesima perculata di “Gazebo”.

5 a monsignor Milingo

Impacciato come Esorciccio, allumacato come Sergej, imbambolato come sa-sa-sa-prova microfono Savic. Insomma come Aldo, Giovanni e Giacomo a Sanremo, un tracollo.

5 a Lupo Alberto

Tanto fumo e poco arrosto. Avete presente Pif?

5 all’Olandese volante

Una performance tutta da dimenticare. Come Gabbani all’Eurofestival. E manco ‘na scimmia a consolallo.

5- a Basta così

Appunto, basta così.

4 al Duo dell’Apocalisse

Il cuore impavido e l’uomo che si è fatto dittongo. Fortuna in amore e quindi non al gioco e l’incredibile Hudt. Dio li fa e poi l’accoppia. Attenti a quei due. Inguardabili come Patty Pravo versione Avatar, inespressivi come Alvaro Vitali e Malgioglio, irriconoscibili come D’Angelo e Beruschi nel nuovo “Drive in”, hanno dato il meglio di sè per la serie “Oggi le comiche”. Col brasiliano che a destra ha fatto più danni di Gianfranco Fini e il tulipano che a sinistra è stato più deleterio di Bertinotti ai tempi di Prodi premier. Un trionfo. Sipario.

Appunti di gioco

di Roberto Taglieri

L’Inter rovina la festa alla Lazio: i nerazzurri hanno la meglio sugli uomini di Inzaghi all’Olimpico per 1-3. Una rete di Andreolli ed un autogol di Hoedt ribaltano il vantaggio siglato in apertura da Keita su rigore, nella ripresa poi Eder perfeziona il punteggio con la Lazio che finisce addirittura in 9 uomini a causa dell’espulsione di Keita e Lulic Per la penultima di campionato l’Inter arriva a Roma lasciando a casa Kondogbia squalificato. Vecchi, senza Miranda ed Icardi acciaccati, sceglie Brozovic a centrocampo; infine davanti c’è Perisic con l’ex Candreva a far compagnia ad Eder. Simone Inzaghi invece è senza Radu, fermato dal giudice sportivo, Strakosha e Parolo infortunati: saranno in campo Vargic tra i pali e Luis Alberto dal primo minuto per un modulo 352 con Anderson arretrato.  Poco più di 20.000 spettatori, che poco prima del fischio iniziale si stupiscono osservando uno striscione esposto in Curva Nord che ringrazia Totti per la sua carriera. Ma comunque, dopo quindici minuti di schermaglie al 16’ Murillo atterra Anderson in area e Di Bello deve decretare il rigore. Va a battere Keita, che con un destro potente supera Handanovic e porta i suoi in vantaggio. L’Inter adesso cerca di proporsi con maggior incisività ed alla mezz’ora su corner dalla sinistra Andreolli pareggia con una spizzata di testa che neutralizza l’esordiente Vargic, incolpevole. Poco dopo in scivolata Hoedt trasforma un pallone innocuo in autorete, piazzando nella propria porta l’1-2 per l’Inter, che senza grandi meriti si ritrova addirittura avanti. Adesso Anderson sale in cattedra sulla fascia, mettendo un pallone d’oro a Keita, che spreca il pari con un pallonetto impreciso al 40’. Nella ripresa subito una punizione per l’Inter e poi un tiro di Eder non sortiscono effetto, così come il gran destro di Immobile, che è sfortunato al 56’ perché trova la parte alta della traversa. Inzaghi adesso mette nella mischia Dusan Basta, che sostituisce De Vrij; al 65’ Di Bello ammonisce per la seconda volta Keita, che secondo il direttore di gara avrebbe simulato. In realtà Medel lo sgambetta, sbilanciandolo ed è quindi infondata la sua decisione. La Lazio rimane comunque in inferiorità numerica e subisce la terza rete ad opera di Eder, che al 73’ con un tap-in ribadisce in gol una respinta corta di Lombardi dopo una mischia in area. I biancazzurri per la doppia ammonizione di Lulic al 77’ restano addirittura in 9 ed a questo punto diventa un mezzo allenamento per l’Inter, che si porta a casa la vittoria espugnando l’Olimpico. Una partita senza grossi stimoli, che la Lazio però gioca con troppa sufficienza, regalando i 3 punti agli avversari. La squadra biancazzurra evidentemente dopo il trionfo nel derby e la conquista matematica dell’Europa League ha perso lucidità e concentrazione: così il commiato davanti al suo pubblico diventa un malinconico fiasco. Ma resta vivo il grande applauso che alla fine della partita la gente laziale ha voluto ugualmente tributare ai suoi ragazzi per un’annata davvero straordinaria, che potrebbe addirittura chiudersi domenica prossima a Crotone col record di punti conquistati.
LAZIO   INTER   1-3  18’ Keita (rig.)  31’ Andreolli  38’ Hoedt (aut.)  73’ Eder

Lazio Vargic, Wallace, Hoedt, De Vrij (59’ Basta), Anderson (78’ Crecco), Milinkovic, Biglia, Luis Alberto (66’ Lombardi), Lulic, Keita, Immobile.  All. Inzaghi 
Inter: Handanovic, D’Ambrosio, Murillo (22’ Santon), Andreolli, Nagatomo, Medel (85’ Banega), Brozovic, Gagliardini, Candreva, Perisic, Eder (80’ Pinamonti). All. Vecchi

Arbitro Di Bello

 

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