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Lazio, ecco l’Europa. Le Pagelliadi

Sette gol la dicono lunga su un dominio tecnico e tattico incontrastato che ha regalato entusiasmo ed emozioni alla gente laziale accorsa all’Olimpico per incoraggiare la squadra

Immobile e Keita, la coppia del gol della Lazio

Francesco Troncarelli

7 Maggio 2017


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9 e mezzo a c pienz tu Cirù? (cit. Gomorra)
Una Lazio stratosferica ha annientato la Sampdoria conquistando in anticipo e a pieno merito l’agognata e impossibile (in estate, quando nessuno avrebbe scommesso un euro su questo gruppo e soprattutto su Inzaghi) Europa. 7 gol la dicono lunga su un dominio tecnico e tattico incontrastato che ha regalato emozioni a non finire alla gente laziale accorsa in massa all’Olimpico per incoraggiare la squadra. Un entusiasmo talmente grande che ha fatto passare in secondo piano i sussulti d’orgoglio dei genovesi battuti nettamente, ma non domi. Copertina del match al bomber de noantri autore di una doppietta (e sono 22) e del momento più bello a fine gara, quando dopo il giro di campo coi compagni, ha preso in braccio la figlioletta e ha salutato il pubblico. Applausi.

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9 a Nembo Keita
Rieccolo, E’ sempre lui. Fortissimo, velocissimo, grandissimo. Una bomba di destro al secondo minuto e via, rete. E che dire poi nel vedere che per fermarlo lo hanno dovuto buttare giù provocando l’inevitabile rigore, semplicemente inarrestabile. Il bimbo de oro è stato una furia per tutta la partita, palla incollata al piede e testa alta, ha mandato al manicomio gli avversari. Il coro a questo punto è unanime, teniamocelo stretto e chi vuol capire capisca. E agisca.

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9 a veni, vidi, Lulic al 71°
Nella goleada c’è anche lui, l’Eroe del 26 maggio, e non poteva essere diversamente. Perché di questa banda di senza paura, è il leader. L’ultimo ad arrendersi e il primo a voler vincere. Fondamentale come Fiorello, duttile come Amadeus, pronto a tappare i buchi come Carlo Conti. Tonno Nostromo je spiccia casa, perché il vero insuperabile è lui.

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8 a Biglia R. Dino
Finale di campionato in crescendo del Sorcio. Dopo essersi limitato al compitino per mesi è passato all’improvviso a qualcosa di più impegnativo: radici quadrate, frazioni, teorema di Pitagora. E’ riuscito insomma a dimostrare finalmente di non essere un Martufello qualsiasi che oltre la tabellina del 5 non va. E andiamo!

7+ a monsignor Milingo
L’Esorciccio c’è e si vede. Non solo per l’altezza, ma anche e soprattutto per la presenza. Lo trovi dappertutto. Come Salvini, che è a reti unificate tutte le sere in tutte le trasmissioni e i Tg, mica come Mattarella solo l’ultimo dell’anno.

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7 al Duo dei tulipani
Il Ministro della Difesa e l’incredibile Hudt. L’olandese volante e l’uomo che si è fatto dittongo. Un gol per uno non fa male a nessuno. Anzi a qualcuno ha fatto male sicuramente, leggi il Viperetta che è rimasto annichilito da questo “ammucchia Gasperì” che da tempo non si vedeva. Della serie, romanista sentite male, pija, pesa e incarta e porta a casa.

7- a chiedimi se sono Felipe
Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che hanno tutti fantasisti come lui retrocessi a terzini e che pe’ segnà devono aspettà er rigore. E comunque è sempre un bel passo avanti, perché sino ad ora segnava solo dal fornaio. Cartoline dall’Olimpico, selfie col bastone e spritz a gogò. Il “Turista per caso” è vivo e lotta insieme a noi. Alè.

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6 e tre quarti a Patric del Grande Fratello
E’ entrato in corsa ed è stato subito determinante. Come Gabbani a Sanremo. Un trionfo.

6 e mezzo a Lukakau Meravigliau
E’ l’arma segreta di Inzaghino. Una sorpresa che neanche il Cicciobombo coreano dispone. Lo credono un calciatore, e invece è una mina vagante che confonde il nemico. De qua, de là, avanti, indietro, a destra a sinistra, na caciara organizzata che avrebbe fatto felice il buon Fascetti. Irresistibile, come Bonolis.

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6 e mezzo a Sylva Strakoshina
Si vabbè je ne hanno fatti tre, ma di questa bella giornata resterà negli occhi di tutti, quell’uno-due con cui si è esibito all’inizio del match sulla schicchera di Schick prima e sul tap in dopo di Brillantina Linetti. Tutto il resto c’arimbarza. Come un film di Muccino.

6+ a Tiberio Murgia (Ferribotte) e Angelo Lombardi (l’amico degli animali)
Piccole aquile crescono e crescono bene. Come quelle presenti sugli spalti insieme agli orgogliosi papà.

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5 a Bravehart Wallace
Ha fatto la fine del concorrente dei “Soliti Ignoti” di Cagliari: non ne ha azzeccata una. E meno male che nella vita faceva l’investigatore privato. Un disastro. Come lui.

Appunti di gioco
di Roberto Taglieri

Domenica 7 maggio 2017
La Lazio demolisce la Samp. Nella 35sima giornata all’Olimpico i biancazzurri vanno subito in vantaggio con Keita e raddoppiano con un rigore segnato da Immobile; gli ospiti accorciano grazie a Linetty ma poi la squadra capitolina dilaga con Hoedt, Anderson ancora su rigore e De Vrij per il 5° gol del primo tempo. Nella ripresa altre quattro segnature, Lulic, Immobile ed una doppietta di Quagliarella fissano il risultato sul 7-3. Dopo la vittoria del derby la squadra di Inzaghi ha il morale altissimo e vede concretizzarsi il sogno europeo; quindi diventa importantissimo fare risultato contro gli uomini di Giampaolo, che oggi è senza Viviano e Palombo e propone un 4312 con Djuricic che supporta Quagliarella e Schick davanti. Il mister laziale invece si presenta col 352 con Lukaku a sinistra ed Anderson largo a destra. La gara si mette subito in discesa per i biancazzurri: Biglia serve una palla eccezionale a Keita, che di destro supera Puggioni con un gran diagonale che si stampa sotto l’incrocio dei pali per l’1-0 laziale. La Al 17’ un grave errore della difesa laziale mette prima Djuricic e poi Quagliarella in condizione di battere a rete ma tutte e due le volte Strakosha riesce a respingere e salva la sua porta. Passa 1 solo minuto e arriva la svolta definitiva della partita: Skriniar attrerra Keita lanciato a rete da Lulic e Mazzoleni decreta il rigore ed espelle il difensore doriano. Batte il penalty Ciro Immobile, che spiazza il portiere e timbra il raddoppio laziale. La Samp si smorza, la Lazio avanza il baricentro ed al 28’ un rasoterra di Keita si spegne a fil di palo; ma la distrazione della truppa di Inzaghi è dietro l’angolo: al 32’ Karol Linetty solo soletto batte a rete di sinistro e accorcia per i genovesi, che però subiscono la terza rete quasi subito. Infatti da un corner battuto dalla sinistra un rimpallo di ginocchio consente a Hoedt di mettere ancora alle spalle del portiere doriano. Nemmeno il tempo di centrare che Lulic è falciato da Regini in area di rigore. Stavolta si occupa di battere Felipe Anderson, che con grande freddezza mette il pallone dall’altra parte di Puggioni e per la Lazio sono 4; allo scadere è pure il turno di De Vrij, che aspetta il pallone, si coordina e col piattone da 20 metri piazza all’angoletto la manita laziale poco prima della fine del primo tempo. La Samp, che nella ripresa cambia Dodò con Pavlovic, non ha la testa e le forze per reagire e la partita diventa una sorta di allenamento, con la Lazio che comunque continua ad attaccare ma senza dannarsi. Entrano Murgia e Patric che rilevano Milinkovic e De Vrij. Prorio Patric appena in campo serve alla perfezione Lulic, che davanti alla porta di testa non può sbagliare il sesto gol. Al 69’ un triangolo Keita – Immobile viene chiuso da quest’ultimo con un piatto che regala la settima rete alla Lazio, che ora si distrae e permette a Quagliarella di segnare una doppietta, prima del fischio finale di Mazzoleni, che certifica la ventunesima vittoria stagionale della compagine biancoceleste. Biancazzurri a 70 punti, da oggi matematicamente in Europa League: un risultato che al di la delle più rosee previsioni rende questa stagione una delle più esaltanti dell’era Lotito, con una finale di Coppa Italia e di Supercoppa di lega ancora da disputare. La Lazio torna a volare.
LAZIO SAMPDORIA 7–3 3’Keita 19’ 69’ Immobile 32’ Linetty 36’ Hoedt 37’ Anderson 45’ De Vrij 66’ Lulic 73’ 89’ Quagliarella

LAZIO: Strakosha, Wallace, De Vrij (62’ Patric), Hoedt, Anderson, Biglia (67’ Lombardi), Milinkovic (62’ Murgia), Lulic, Lukaku, Immobile. Keita All Inzaghi
SAMPDORIA: Puggioni, Bereszynski (67’ Sala), Silvestre, Skriniar, Dodò (46’ Pavlovic). Barreto, Torreira, Linetty , Djuricic, Quagliarella, Schick (20’ Regini). All. Giampaolo
Arbitro Mazzoleni

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