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Kick It Out: i calciatori non scendano in campo per solidarietà a Muntari

Appello dell'organizzazione anti-razzista: devono revocare la squalifica al giocatore del Pescara

Kick It Out: i calciatori non scendano in campo per solidarietà a Muntari

globalist

3 Maggio 2017 - 21.43


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Im effetti la squalifica brucia. Un brutto gesto frutto della fredda burocrazia della federcalcio. Così un invito rivolto “a tutti i giocatori di colore della Serie A a non scendere in campo il prossimo weekend a meno che non venga revocata la squalifica a Muntari”.
 E’ la proposta di Kick It Out, organizzazione che da anni combatte contro la discriminazione nel calcio, in sostegno al ghanese del Pescara che ha lasciato il campo di Cagliari per insulti razzisti.
 Arriva anche la condanna del patron rossoblu Giulini: “Ma non siamo una città razzista”.
Ha aggiunto il presidente del Cagliari: “Mi spiace per Sulley, evidentemente è stato insultato altrimenti non ci sarebbe stata questa situazione. Posso solo condannare quello che è successo. Muntari sa benissimo, come lo sa il presidente del Pescara Sebastiani, che ringrazio per le dichiarazioni, che Cagliari non è una città razzista. So che le altre persone hanno ripreso e condannato questo gruppetto che ha insultato Muntari. Questo episodio ha avuto risonanza in tutto il mondo e ha fatto pubblicità negativa a Cagliari. Io non posso che difendere la città di e il club perché sono episodi che condanniamo e valori che non condividiamo. E lo sa anche chi frequenta questa terra durante le vacanze”.
 Inoltre il patron rossoblu ha rivolto un invito al giocatore: “Il 1 giugno giocheremo una partita di addio al nostro stadio e ci piacerebbe avere con noi anche Sulley Muntari”. Un pensiero all’arbitro Minelli che domenica non ha sospeso la gara: “Viene messo alla gogna per aver applicato il regolamento. Ha usato buon senso non espellendo Muntari come invece chiedeva il regolamento”.
Nel frattempo, il ministro dello Sport, Luca Lotti, ha chiesto di poter incontrare Muntari.
La Figc e il Cagliari hanno infine deciso di unirsi per “combattere ogni forma di razzismo e discriminazione”. la società rossoblù in occasione della prossima gara casalinga ospiterà tra il pubblico un gruppo di oltre cinquanta migranti. Mentre la Federazione sta studiando una serie di iniziative che coinvolgeranno tutte le altre squadre “per diffondere i valori di un tifo sano e corretto”.

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