Lazio, ciaone Roma! Le Pagelliadi

Una vittoria netta maturata dopo che i giallorossi avevano pareggiato con il solito aiutino

Il rigore inesistente dato alla Roma

Il rigore inesistente dato alla Roma

Francesco Troncarelli 30 aprile 2017

10 a Simone Inzaghi
Giocando una grande partita, tatticamente e tecnicamente, la Lazio ha battuto quella che la stampa romana definisce “la squadra più forte del mondo”. E’ stata una vittoria netta, che non ammette discussioni, maturata dopo che i giallorossi avevano pareggiato con il solito aiutino grazie a un rigore inesistente (l’ennesimo di questo campionato, come si vede nella foto) e che per questo assume un valore ancora più grande. Come dire, più forti dei poteri forti che da sempre sono schierati con l’altra sponda del Tevere. 365 paesi erano collegati con la diretta televisiva per questo derby ed è stata una cosa ottima perché ora tutto il mondo sa qual è la prima squadra della Capitale, la Lazio. Onore al merito al team biancoceleste ma soprattutto a chi lo sta guidando con intelligenza e capacità, Inzaghino, il mister che nessuno accreditava alla vigilia del torneo e che anche in questo derby gliel’ha nuovamente incartata al dirimpettaio chiacchierone, dopo averlo eliminato insieme ai suoi, in Coppa Italia. Grazie Simone, avanti Lazio e ciaone Roma!
9 e mezzo a Nembo Keita
Una furia imprendibile, un cecchino spietato, un goleador stratosferico. Con una doppietta che resterà nella storia della stracittadina, ha umiliato i giallorossi e li ha ridimensionati nelle loro eccessive ambizioni di superiorità. Il peso dell’attacco era tutto su di lui e il bimbo de oro non solo ha dimostrato di saperlo reggere, ma j’ha fatto vedere anche i sorci verdi. Praticamente immenso.
9 a veni, vidi, Lulic al 71°
La vecchia guardia c’è e non si arrende. Mai. Ancora una volta l’Eroe del 26 maggio ha dato il fritto facendo andare di traverso l’aperitivo alla Sud e la pastasciutta a chi se la vedeva da casa. E’ sufficiente ricordare l’assist nel finale (dalla stessa posizione!!!) con cui ha regalato la palla del 3 a 1 definitivo al Balde giovine, per capire come il vecchio campione dai piedi fucilati ma dal cuore biancoceleste grande come una casa, sia stato determinante. Come sempre.
9 a Sylva Strakoshina
Aò, ce se crede che ha parato l’imparabile? Ce se deve credere, come Amadeus che batte coi “Soliti ignoti” la concorrente “Striscia la notizia”. Una cosa incredibile, come le parate del numero uno biancoceleste. La migliore risposta alla signora del terzo piano che al suo posto voleva il Citofono. Alla prossima assemblea condominiale vedrete, il portiere sarà confermato a maggioranza assoluta. Si accettano deleghe da parte di chi non potrà partecipare.
8 e mezzo a Basta e avanza
Il Drugo si è superato. Non segnava da ‘na vita perché lui è uno che mette la gamba e tira la carretta per tutti, tipo Carlo Conti in Rai, ed è andato a metterla dentro (subito dopo il rigore inventato) proprio alla squadra a cui aveva segnato l’ultima volta una vita fa. Che dire, altro che una vita da mediano di Ligabue, una vita per mettere a sedere De Rossi e compagni. So’ soddisfazioni, da citare come titolo nel biglietto da visita sotto il nome e cognome: “ne segna pochi ma buoni, e solo contro la riomma”. La gente laziale ringrazia.    
8 e emzzo a Biglia R. Dino
Finalmente. Er Sorcio sta volta è andato oltre il compitino. Non solo due più due uguale quattro e tre per tre nove, ma anche radici quadrate, frazioni e teorema di Pitagora. Ha tagliato e cucito come Selvaggia Lucarelli a “Ballando con le stele” e li ha mandati al manicomio. E’ stata una delle migliori prestazioni da quando gioca con l’Aquila sul petto, con tanta grinta e fame di vincere, giocate di fino e lavoro oscuro. Provaci ancora Lucas, ti vogliamo così, brutto, sporco e cattivo, come l’indimenticabile Nino Manfredi.
8 al Trio delle Meraviglie (più uno)
L’asso di bastoni angolano, il Bravehart impavido e l’olandese volante. Co’ sti tre pezzi da novanta non si passa e non ce ne è per nessuno. Come mettere Mengoni, Tiziano Ferro e Gabbani tutti insieme a Sanremo, un trionfo. Come il loro. Avevano davanti tre palloni d’oro, sei ciavatte d’argento ed altrettante facce de bronzo. Se li so’ magnati. E quando il tulipano è uscito lasciando il posto al conterraneo, l’incredibile Hudt, la musica non è cambiata: la marcia funebre. E andiamo.  
7 e mezzo a Lukakau Meravigliau
Questo è proprio forte, c’ha na marcia in più, come Fiorello. Dice nei dribbling? Nelle finte? Nei lanci? Madeche, nella caciara organizzata, un vero fenomeno. E ha giocato solo il primo tempo. Pensate se la faceva tutta, li avrebbe inondati tutti uscendo dal vaso.
7 e mezzo a dillo a Parolo tuo
Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei, cosa seiiii, non cambi mai, non cambi mai non cambi mai, cambi maiii, Parolo, Parolo, Parolo, soltanto Parolo, Parolo per noi. (Cit. Mina riveduta e corretta per il centrocampista stacanovista de noantri).
7+ a monsignor Milingo
E’ uscito fuori alla distanza, come Alba Parietti da Milly Carlucci.  Inizio così così, finale in crescendo, come la Parietti appunto. Del resto l’Esorciccio con i giallorossi ha un conto aperto, si sa. Ed è sicuro che la prossima li ripurga. Si accettano scommesse, come sul fatto che la Tatangelo verrà messa alla porta dei Migliori anni, tanto non serve a niente.
6 e mezzo a chiedimi se sono Felipe
Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che hanno tutti i fantasisti come lui che entrano nel secondo tempo e non concludono niente come un Gigi Marzullo qualsiasi, ma partecipano comunque a una vittoria che a molti farà tanto male ed a molti altri farà tanto, ma tanto bene. Selfie a raffica, foto su Instagram e cartoline dall’Olimpico biancoceleste in festa, questo il suo apporto a un derby stravinto. Daje Filippetto, datte ‘na svejata e fatte na flebo de caffè per il gran finale. Siamo con te a prescindere.  
-17 al Pupone
Le sue roboanti dichiarazioni della vigilia (“distruggeremo la Lazio”, ah ah ah) saranno riportate nella storica rubrica della Settimana Enigmistica “Le ultime parole famose”. Ma non è solo questo il riconoscimento che ha meritato, giocando anche questa stracittadina, ha battuto nuovamente il suo record con 17 derby da sconfitto entrando così nella leggenda. Non c’è giocatore che ne abbia mai persi così tanti. Bravo, ha chiuso la carriera alla grande. Anzi no, speriamo che continui per incrementare…